POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA  

UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE PROMOSSA DA ENVA-AEREC A CLUJ-NAPOCA IN ROMANIA

CON IL CO-FINANZIAMENTO DELLA COMUNITA’ EUROPEA, DIREZIONE GENERALE PER L’AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE

Livu Al MarghitasIl 18-19 ottobre 2007, si è svolta a Cluj-Napoca, Romania, una conferenza internazionale dal titolo: “La politica agricola comunitaria e la sicurezza alimentare. Aspetti pratici di produzione, scambio e consumo di prodotti e sostanze alimentari all’interno del mercato comune”, organizzata da ENVA-AEREC, in partenariato con l’Università La Tuscia di Viterbo, l’Università degli Studi di Siena e l’Università di Scienze Agricole e di Medicina Veterinaria di Cluj – Napoca, che ha ospitato l’evento nella sua magnifica Aula Magna. Il progetto che ha trattato i temi della Riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC) e della sicurezza alimentare, coordinato abilmente dal Prof. Cornel Man, Università di Scienze Agricole e di Medicina Veterinaria di Cluj, e  ha visto la partecipazione di relatori di altissimo livello provenienti dall’Italia, dal Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca e Romania (Bucharest) è stato organizzato con il contributo finanziario della Comunità  Europea, Direzione Generale per lo Sviluppo Agricolo e Rurale.  Ha ricevuto inoltre il Patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali d’Italia, del Ministero dell’Agricoltura e Sviluppo Rurale della Romania, dell’Ambasciata Italiana in Romania e ha goduto  della partecipazione attiva del Ministero dell’Agricoltura per le Politiche Agricole ed Alimentari della Bulgaria.
Ma andiamo allo scopo della conferenza.
La Politica Agricola Comunitaria ed in particolare la sua riforma che è importante per uniformare in Europa lo sviluppo agricolo, la qualità e la sicurezza alimentare, il suo contributo nel raggiungimento gli obiettivi comunitari nello scambio internazionale, ancora spesso è mal compresa o ignorata particolarmente nelle zone rurali dei nuovi paesi membri. Un recente studio dell’Eurobarometer ha dimostrato che la consapevolezCornel Manza e conoscenza della CAP in alcuni paesi membri è sotto il 30%, tra questi appunto la Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca, il nostro target group.
Lo scopo di questo convegno quindi era di spiegare i vari aspetti e benefici della CAP ai rappresentanti della Pubblica Amministrazione, autorità locali, organizzazioni e associazioni rurali ed agricole, associazioni dei consumatori, studenti della ospitante Università, ma anche a coltivatori ed allevatori della Romania in particolare della Provincia di Cluj e Mures  confrontando le esperienze con i rappresentanti degli altri paesi partecipanti e trasferendo il know-how e la competenza nell’implementazione di standards e misure di sicurezza nella produzione di prodotti e sostanze alimentari.
 In particolare, i temi trattati erano gli aspetti legali, economici e sociali della Riforma della Politica Agricola Comunitaria, la sua importanza per la sicurezza alimentare ed i suoi benefici all’interno del mercato comune; è stato esposto come la Riforma della PAC permette alla Comunità Europea di offrire ai suoi membri condizioni e scambi commerciali migliori garantendo comunque sicurezza alimentare; la sua importanza nel raggiungimento degli obiettivi UE nelle negoziazioni commerciali interne, il principio della libera circolazione dei beni e la deroga alle leggi sulla produzione, lo scambio ed il consumo di sostanze alimentari.
Inoltre, è stato spiegato il suo contributo allo sviluppo del settore agricolo, compresi : mercato del lavoro, competitività, crescita e stabilità; gli aspetti pratici di produzione, scambio e consumo di prodotti alimentari nei nuovi paesi membri rispetto agli acquis comunitari e le regole relative allo scambio all’interno del mercato comune.
Infine è stato esposto come altri paesi membri come Italia, Belgio, e Repubblica Ceca in passato e in parallelo la Bulgaria hanno affrontato la necessità di conformarsi con la regolamentazione dell’Unione Europea.
Qui di seguito cerchiamo di riassumere e unificare il concetto dei vari interventi che non possono essere riportati interamente per motivi di spazio redazionale.

Dal 1 maggio 2004 ad oggi, la popolazione dell’Europa con l’allargamento è  cresciuta da 380 a 480 milioni di consumatori. Ora abbiamo un mercato comune e tutti stiamo cercando di dare il nostro meglio per convincere i consumatori che gli alimenti sono sicuri. L’Unione Europea ha vissuto periodi difficili con contaminazioni alimentari come la BSE crisi, che ha comportato il divieto alla Gran Bretagna di esportare carne, la crisi del pollo alla diossina e il pesce al mercurio, la crisi del mangime e delle materie prime che ci ha convinti che la sicurezza alimentare è estremamente importante che hanno dato motivo per istituire l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ed il Sistema di Allerta rapida. Queste crisi hanno portato il legislatore comunitario alla definizione di un sistema riconducibile ad un impianto giuridico unitario atto a disciplinare in modo uniforme la legislazione alimentare con il Reg. 178/2002 che ha introdotto il sistema legislativo alimentare europeo includendo per la prima volta anche l’igiene del mangime e considerando con grande attenzione il sistema rapido di allerta e la gestione di rischio. Ci sono infinite condizioni/imposizioni per poter produrre e vendere prodotti sul mercato europeo: devono essere di alta qualità e devono rispettare le legislazioni nazionali e sopratutto europee, il che significa Legge Alimentare, etichettatura e confezionamento, ma devono anche guadagnare la fiducia del consumatore. L’informazione deve essere su base scientifica perché il consumatore crede agli scienziati.
Il principio di base della politica della sicurezza alimentare Ernesto Carpintieriè la tracciabilità dei prodotti in ogni fase della catena alimentare e un approccio dettagliato per il controllo dell’intera filiera alimentare. E’ un principio fondamentale e un strumento tecnico di immediata informazione del consumatore. Ci deve essere una definizione chiara dei ruoli di tutte le unità di produzione, come il produttore, il coltivatore, il lavoratore, il commerciante e venditore. E’ importante assicurare la tracciabilità del mangime, dei componenti del mangime, materie prime, alimenti ed i loro ingredienti. Per questo sono estremamente importanti i controlli della salute delle piante e degli animali con riferimento ai farmaci, le condizioni biologiche ed ambientali, come anche la valutazione di rischio ed il know-how. Il principio base è comunque anche che lo stesso produttore è responsabile per la sicurezza del prodotto.

In materia di igiene dei prodotti alimentari la normativa della Comunità Europea è costituita da tre Reg., 852, 853 e 854 del 2004. Essi rappresentano l’insieme di atti normativi, proposti dalla Commissione Europea, che dispongono sui requisiti igienici degli alimenti. Essi realizzano un approccio sistematico all’igiene nella produzione degli alimenti, quale profilo fondamentale per la loro sicurezza.
Il primo Reg., l’852/2004, dispone sull’igiene degli alimenti, il secondo, l’853/2004 dispone specificamente sull’igiene degli alimenti di origine animale, il terzo, l’854, sull’organizzazione dei controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano. A questi si aggiunge il Reg. 183/2005 sull’igiene dei mangimi.
Il Reg. 852/2004 é di portata generale perché si applica ai prodotti alimentari di origine vegetale, dato lo specifico interesse dell’Egitto per l’esportazione in Europa di prodotti ortofrutticoli. Tale Reg. abroga e sostituisce la Direttiva n. 43 del 1993.
La Direttiva per garantire la salubrità dei prodotti aveva previsto l’applicazione di norme di igiene in tutte le fasi di preparazione, trasformazione, lavorazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione e vendita o fornitura al consumatore finale; e aveva previsto la necessità di basare le norme di igiene conferenzasul ricorso all’analisi, controllo e valutazione dei rischi, attraverso il sistema dell’Haccp (Hazard Analysis and Critical Control Points).
Il nuovo Reg. 852 contiene due importanti novità. La prima riguarda la tipologia dell’atto normativo, cioè l’adozione di un atto normativo direttamente applicabile in tutti gli Stati Membri e tale dunque da garantire un’applicazione uniforme in tutto il territorio dell’Unione Europea. Agli Stati Membri spetta unicamente il compito di prevedere le sanzioni in caso di violazione delle norme comunitarie. La seconda novità riguarda l’ampliamento del campo di applicazione della disciplina dell’igiene dei prodotti alimentari, includendo anche il cosiddetto “settore primario”, mentre con la Direttiva le misure previste comprendevano solo le fasi successive all’applicazione primaria.
Per produzione primaria, si intendono “le fasi della produzione, dell’allevamento, della coltivazione dei prodotti primari, compresi il raccolto, la mungitura e la produzione zootecnica precedente alla macellazione e comprese la caccia, la pesca e la raccolta di prodotti selvatici”.

Concentrando l’attenzione sui prodotti di origine vegetale, rientrano nella produzione primaria: la produzione e coltivazione di cereali, frutta, ortaggi, erbe e funghi; la raccolta di prodotti selvatici come funghi e bacche, il loro trasporto, magazzinaggio e manipolazione senza alterazione sostanziale della loro natura, nell’azienda agricola e loro successivo trasporto in uno stabilimento. Nell’ambito della produzione primaria i prodotti primari possono essere trasportati, immagazzinati e manipolati a condizione che ciò non alteri sostanzialmente la loro natura. Sotto questo profilo le operazioni destinate a migliorarne la presentazione come il lavaggio e defoliazione degli ortaggi, la cernita della frutta, l’essicamento di cereali sono considerate operazioni consuete che non richiedono l’osservanza di prescrizioni di sicurezza alimentare oltre quelle della produzione primaria. Nella produzione primaria, i principali rischi igienici attengono a contaminazioni derivanti da aria, suolo, acqua, mangimi, fertilizzanti, prodotti fitosanitari e pesticidi, carenze nella pulizia degli impianti o dei contenitori per il trasporto, da contatti con animali o insetti o per uso di acqua contaminata, da carenze di requisiti sanitari del personale o carenze nella gestione dei rifiuti dell’impresa, ecc. Nell’applicazione delle regole igieniche sono utilizzati manuali di corretta pratica operativa. Si tratta di guide pratiche, strumenti di natura volontaria. La valutazione dell’idoneità dei manuali spetta agli Stati Membri che li reputano conformi, li inviano alla Commissione Europea che li registra e li mette a disposizione degli altri Stati.
Tali manuali indicano: il campo di applicazione, le definizioni e le istruzioni; prendono in considerazione i locali (descrizione delle strutture, delle procedure di disinfestazione, manutenzione ecc.); le attrezzature e gli strumenti (procedure di pulizia e manutenzione); la produzione (tutto il ciclo produttivo e distributivo); il personale (igiene della persona e formazione); le linee guida per la stesura dei piani di autocontrollo (costituzione del gruppo, descrizioni delle fasi del processo, individuazione dei pericolo); analisi dei rischi ed individuazione dei punti critici, azioni correttive e procedure di verifica. Così, noi in Italia abbiamo il manuale per il settore ortofrutticolo-agrumicolo, per i centri di lavorazione e confezionamento per prodotti ortofrutticoli freschi, surgelati, ecc. Sia gli imprenditori agricoli che quelli impegnati in fasi diverse dalla primaria devono dunque realizzare la valutazione e il controllo del rischio. Il rispetto delle regole igieniche deve essere applicato a tutta la catena alimentare per garantire la sicurezza degli alimenti ma avviene, come detto, in modo differente per le attività primarie rispetto a quelle successive.
L’art. 5 del Reg. 852 esonera infatti le imprese agricole e tutta la produzione primaria dall’applicazione obbligatoria del sistema Haccp (il sistema di autocontrollo fondato sull’analisi e valutazione dei rischi). Pertanto gli operatori della fase primaria devono applicare obbligatoriamente solo le norme dell’All. I al Reg., parte A) n. 1.  Per gli operatori vige l’obbligo di tenere un registro delle misure prese per limitare i rischi alimentari e l’obbligo di rilasciare tutte le informazioni in essi contenuti a disposizione degli altri operatori e delle autorità competenti; nonché l’obbligo di notifica degli stabilimenti posti sotto il loro controllo.

Con riferimento al fattore Rischio bisogna differenziare tra rischio reale e percezione del rischio. Uno dei principi di base del mercato europeo è la libera circolazione, ma anche sicurezza alimentare. Alimenti devono circolare liberamente, ma parte di questa libertà è anche sicurezza alimentare. C’è un network tra le amministrazioni nazionali responsabili per il controllo alimentare, la Commissione Europea e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che è la voce scientifica dell’Unione Europea per l’accertamento del rischio. L’informazione parte dallo stato membro che lancia l’allarme, in quanto è obbligato, alla Commissione Europea, ad altri stati membri e all’Autorità Europea per l’accertamento del rischio. Questo parcours permette di verificare se c’è in effetti l’inserimento del prodotto sul mercato e se sì  di ritirarlo immediatamente. Questo sistema però è operativo in particolare alle frontiere di paesi terzi, paesi che non sono UE membri che importano nel mercato comunitario. Prodotti provenienti da paesi terzi devono avere controlli approfonditi. E’ in preparazione una lista flessibile di prodotti a rischio, come per esempio per i pistacchi provenienti dall’Afghanistan perché  contenenti livelli alti di alpha tossine. Una volta che il prodotto dopo svariati controlli è stato provato innocuo, potrà essere cancellato da questa lista e potrà continuare ad essere importato nel mercato comune.
Per quanto concerne la testimonianza dei rappresentanti della Romania, Bulgaria e della Repubblica Ceca (rimandiamo agli atti del convegno che potranno essere inviati a richiesta in versione inglese), c’è ancora molto da fare per trasporre e  armonizzare le leggi nazionali con quelle europee, c’è molto da fare per sensibilizzare ed istruire i produttori e gli addetti all’intera catena alimentare. Molti stabilimenti di allevamento e di produzione sono stati chiusi; molti produttori ancora oggi hanno il divieto di esportare se non applicano ed implementano le regole entro il 2009; hanno il permesso solo per il commercio nazionale. Sono stati istituiti molte Autorità e Direzioni all’interno dei Ministeri per il controllo e per promuovere l’implementazione delle regolamentazioni Europee, ma da quanto abbiamo percepito, hanno ancora molto bisogno di aiuto e di essere guidati dando loro il tempo che serve per allinearsi.
La sessione di apertura ufficiale è stata presenziata oltre che dal Presidente ENVA-AEREC Dr. Ernesto Carpintieri, dal Magnifico Rettore dell’Università di Scienze Agricole e di Medicina Veterinaria di Cluj – Napoca Prof. Dr. Dr. HC Liviu Al Marghitas, dal Direttore Generale del Comune di Cluj-Napoca Dr. Sorin Apostu, dal Prof. Nicola Lucifero in rappresentanza dell’Unversità degli Studi di Siena, dal Prof. Giuseppe Marino in rappresentanza dell’Università della Tuscia di Viterbo e dal Dr. Teodor Mihalcea, Direttore Generale della Direzione per l’Implementazione della Politica Agricola del Ministero dell’Agricoltura e Sviluppo Rurale della Romania.



I RELATORI


Milena Vicenova




On. Milena Vicenova, Direttore del Dipartimento per le negoziazioni sui fondi strutturali UE e Ambasciatore della Repubblica Ceca presso la Commissione Europea: “La Sicurezza Alimentare nella Repubblica Ceca – l’esperienza di un nuovo paese membro”:

Grigore Onaciu





Prof. Grigore Onaciu, Università di Scienze Agricole e di Medicina Veterinaria di Cluj – Napoca: “L’implementazione della PAC e integrazione nella Provincia di Cluj”

 

Nicola Lucifero

Prof. Avv. Nicola Lucifero, Università di Siena: “Protezione dei Consumatori nel sistema della sicurezza alimentare. Il consumo di sostanze alimentari nei nuovi paesi membri in relazione agli acquis comunitari”

 


Dr. Teresa Babuscio, Università La Tuscia di Viterbo: “I controlli alimentari”

 

Dr. Georgi Konstantinov Nedyalkov, Dirigente del Dipartimento per le Quote del Latte e Riserve Nazionali della Direzione di Sviluppo Agricolo,  Ministero dell’Agricoltura e Politiche Alimentari, Bulgaria: “ L’esperienza della Bulgaria nella fase di adottare la PAC nel settore del latte e latticini”



Dr. Svetla Chamova, Direttore dell’Associazione dei Produttori della Carne, Bulgaria: “L’implementazione della PAC nel settore della carne in Bulgaria”

 

Dr. Teodor Mihalcea, Direttore Generale della Direzione Generale per l’Implementazione della Politica Agricola, Ministero dell’Agricoltura e lo Sviluppo Agricolo, Romania, in collaborazione con Dr. Mariana Radu, Consigliere Superiore : “La Politica Agricola Nazionale – l’Impatto e le Misure”Giuseppe Marino



Ing. Giuseppe Marino, Università della Tuscia di Viterbo: “Il Consorzio RIFOSAL”

      


 


Dr. Virgil Efitimie, Direttore della Direzione di Igiene e Salute Veterinaria Pubblica – Autorità Sanitaria Veterinaria e della Sicurezza Alimentare, Romania in collaborazione con Dr. Ioana Nedelcu, Consigliere Superiore: “La valutazione dei stabilimenti che producono prodotti alimentari di origine animale”

Dr. Maya Makaveeva, Direttore del Dipartimento per la sicurezza ed il controllo delle materie prime e di alimenti di origine animale del Ministero dell’Agricoltura e Politiche Alimentari: “ La sicurezza alimentare in Bulgaria”

Prof. Maria Pia Ragionieri, Università della Tuscia di Viterbo e Jean Monnet Excellence Centre: “ Igiene dei prodotti alimentari”


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