Convocazioni Accademiche

Torino - Grand Hotel Principi di Piemonte - 18 dicembre 1999


Una Torino gaudente, illuminata dalle decorazioni natalizie, ha accolto una nuova riunione degli Accademici A.E.R.E.C., il 18 dicembre 1999. L'iniziativa di promuovere una Cerimonia nel capoluogo piemontese è venuta dal  Consigliere Nazionale e Delegato per il Piemonte Dott. Giuseppe Graziano, il quale si è prodigato personalmente per assicurare una perfetta organizzazione e coadiuvare gli aspetti logistici, contribuendo a garantire la piena riuscita dell'iniziativa. E così è stato: il Grand Hotel Principi di Piemonte, una delle strutture più organizzate ed accoglienti della città, ha degnamente ospitato una Cerimonia bellissima, cui hanno partecipato alcuni dei più autorevoli esponenti del mondo professionale, imprenditoriale, politico ed ecclesiastico piemontese, uniti da un sentimento comune, quello di offrire un valido contributo alle cause umanitarie dell'Accademia. 
  

Non potevano mancare, per l'occasione, i vertici dell'AEREC, giunti da Roma: il Presidente Onorario Prof. Dante Manfredi, il Presidente Dott. Ernesto Carpintieri e la Vice Presidente, Sig.ra Carmen Seidel; ma la bella iniziativa ha richiamato anche il Delegato per la Lombardia, Dott. Antonio Capone, quello per la Sardegna, Dott.ssa Vicenza Basciu e altri illustri personaggi già legati all'Accademia. La loro presenza ha altamente qualificato il consesso, affiancandosi ad un Comitato d'Onore di straordinario profilo: la nomina dei nuovi Accademici è stata infatti suggellata davanti a Dott. Sergio Deorsola, Presidente del Consiglio Regionale; l'On. Enzo Ghigo, Presidente della Giunta Regionale, la Prof.ssa Emilia Bergoglio-Cordaro, Presidente dell'Ordine Mauriziano, Mons. Sergio Peradotto, Vicario Generale; il Dott. Luigi Bellusci, imprenditore e Vice Presidente della Confindustria, il Dott. Francesco Saluzzo, Capo dei Gip, il Dott. Umberto D'Ottavio, Sindaco di Collegno e Mons. Renato Giovanardi, Protonotario Apostolico e Canonico del Pantheon.

Ad introdurre gli ospiti e a condurre la serata è stato il Presidente, Dott. Ernesto Carpintieri. In merito alle iniziative dell'Accademia, il Presidente ha rimandato al ricco "folder" che è stato distribuito a tutti i presenti, contenente un'ampia documentazione sull'attività svolta e i progetti più recentemente promossi dall'Accademia. Egli ha inoltre riassunto lo spirito che anima l'operato dell'Accademico, il quale si assume pienamente un impegno umanitario a partire da un sincero amore per il prossimo, che si contrappone al dilagante depauperamento dei valori.
Il primo a prendere la parola, dalla Presidenza, è stato il Prof. Dante Manfredi, la cui presenza a Torino è stata accolta con grande entusiasmo non solo dai vecchi e nuovi esponenti dell'Accademia - che egli presiede in veste onoraria - ma anche da alcuni illustri personaggi del mondo medico-scientifico, che ben ne conoscono la statura e l'autorevolezza nel campo della chirurgia e della medicina in generale.

Il Prof. Manfredi ha esordito facendo riferimento ai suoi trascorsi torinesi; proprio a Torino, egli ha ricordato, sono legati i primi anni della sua attività chirurgica, e dunque le prime, grandi emozioni professionali. Egli è passato poi a percorrere un breve excursus sull'attività dell'Accademia, sottolineando i meriti umani e sociali, ancor prima che professionali, di coloro che vi vengono accolti.

Dopo il Prof. Manfredi, ha preso la parola l'On. Enzo Ghigo, Presidente della Giunta Regionale del Piemonte. Dopo essersi congratulato con i presenti, l'On. Ghigo ha voluto ricordare come la città di Torino, e più in generale il Piemonte, vantino significativi primati nel campo del sociale e del volontariato, al punto che il capoluogo si è candidato come sede dell'authority' del cosiddetto "terzo settore".

Nel suo intervento, l'imprenditore e Vice Presidente della Confindustria Luigi Bellusci ha portato una esperienza personale a contatto con realtà difficili quali quelle presenti in Sudamerica e in Sudafrica, cui ha sempre guardato con spirito cristiano ed umanitario. 

Mons. Sergio Peradotto, Vicario Generale, ha portato i saluti dell'Arcivescovo, trattenuto da impegni legati all'imminente apertura del Giubileo e ha sottolineato, nel suo breve ma toccante intervento, come l'umanità possa crescere con sensibilità ed ideologie diverse ma debba sempre mettere la persona, e le sue necessità, al centro di ogni cosa.
La Prof.ssa Emilia Bergoglio-Cordaro, Presidente dell'Ordine Mauriziano, si è rivolta agli Accademici augurando loro che l'impegno a favore della comunità sia tanto foriero di soddisfazione personale quanto utile per gli altri.

Su tale argomento è tornato anche il Dott. Francesco Saluzzo, Capo dei Giudici per le Indagini Preliminari, il quale ha lodato lo spirito dell'Accademia e la sua capacità di unire la solidarietà e l'aiuto nei confronti del prossimo alla valorizzazione delle esperienze individuali, gratificati dai traguardi raggiunti. Questi due elementi, ha aggiunto il Dott. Saluzzo, si coniugano felicemente poiché coinvolgono persone fortemente motivate, persone che hanno caratteristiche soggettive assolutamente peculiari, segno di grande vitalità.

"Io vengo da un mondo" - da detto testualmente il Dott. Saluzzo - "in cui la solidarietà non è negata ma certamente è trascurata. L'idea della redenzione e del recupero sono sottesi al processo penale, alla pena e al regime carcerario ma l'esperienza in materia non mi fa essere ottimista. In realtà, chi fa tantissimo per coloro che si trovano in carcere, sono gli esponenti del volontariato, siano essi legati alle associazioni cattoliche che laiche, sia interne che esterne al carcere. Credo che quella del volontariato possa essere una risposta per coprire quegli spazi che la semplice risposta processuale, penale e carceraria, lascia scoperti. Il carcere, da solo, non redime. Ci vogliono apporti esterni. Io credo che organismi come il vostro, che si battono per il recupero, ad esempio, di persone che si trovano in situazioni drammatiche a causa dei loro errori, rappresentino una sfida utilissima non solo per il singolo ma soprattutto per la società, la collettività".

Dopo l'intervento del Dott. Saluzzo, si è proceduti alla nomina dei nuovi Accademici, con la lettura delle "citations". In coda alla Cerimonia, una ulteriore premiazione che ha visto destinatari alcuni Accademici che negli ultimi mesi si sono particolarmente distinti per il loro impegno: tale impegno è stato riconosciuto dall'ENVA, l'Ente Nazionale per la Valorizzazione del Commercio, Industria ed Artigianato, l'organismo da cui discende la stessa Accademia, con l'Oscar Internazionale dell'Operosità. 

Conclusa la Cerimonia, ad attendere gli Accademici e i loro ospiti nella Sala riservata alla Cena di Gala, c'erano i musicisti del Conservatorio di Torino, giovani allievi di grande talento i quali si sono esibiti gratuitamente, abbracciando lo spirito che ha animato tutta la Serata e legandosi così idealmente ai loro colleghi del Conservatorio di S. Cecilia in Roma, i quali hanno dato analoga disponibilità in occasione della Cerimonia dello scorso giugno. I musicisti presenti erano quelli della Classe di Assieme Fiati, diretta dal Prof. Francesca Odling. I loro nomi: Elisa Romeo e Alessandra Russo (flauto), Nicola Tapella (oboe), Paolo Mairano e Alessandro Arianti (clarinetto), Francesco Loprete (fagotto), Maurizio Larali e Fabrizio Villa (corno). I giovani sono stati protagonisti di un vero e proprio concerto, nel quale sono stati eseguiti brani di Carl Stamitz (Quartetto, Allegro, Adagio, Rondò), Wolfgang Amadeus Mozart (dal Flauto Magico: Ouverture, Aria di Papagemo, Aria della Regina della notte), Horowitz (Jazz Suite). Pur nella sua brevità, l'esibizione ha entusiasmato il pubblico presente, che ha lungamente e calorosamente applaudito i giovani musicisti.

Dopo la Cena, ha preso nuovamente la parola il Presidente Dott. Carpintieri, il quale ha sottolineato il carattere fortemente selettivo dell'Accademia nei confronti di coloro che vi vengono accolti e che esclude con decisione coloro che intendono semplicemente fregiarsi del titolo di Accademico, senza impegnarsi a fondo nel lavoro che sottende al proprio ruolo. Il Presidente ha ricordato come nel mondo soffrano ancora milioni e milioni di persone e che molti di loro non hanno nulla di che sfamarsi. A loro, corrono il pensiero e il sostegno degli Accademici: tra i progetti più importanti promossi dall'Accademia c'è quello di un villaggio da edificare in un paese africano, che possa diventare un punto di riferimento per famiglie e bambini particolarmente colpiti dalle carestie o dalle malattie. Ma la serata di Torino, ha spiegato il Presidente, è dedicata ad un'altra nobile causa, quella sposata dal Presidente Onorario Prof. Dante Manfredi che è anche Presidente dell'ALT, l'Associazione per la Lotta ai Tumori. Da moltissimi anni, ormai, il Prof. Manfredi è impegnato a sottolineare, in tutte le occasioni, l'importanza dell'opera di prevenzione nei tumori: quella del Prof. Manfredi è diventata nel tempo una vera e propria battaglia portava avanti in nome di un impegno personale e totalmente disinteressato. 

Prima di cedere la parola al Delegato per il Piemonte e Consigliere Nazionale Dott. Giuseppe Graziano, il Presidente ha voluto ringraziare lui e l'Accademico Giuseppe Cozza per il grande impegno profuso nell'organizzazione della serata e nell'essersi prodigati nel coinvolgere alcuni personaggi del mondo professionale, imprenditoriale e politico tedesco, in nome della vocazione europeista ed internazionale dell'Accademia.

Chiamato direttamente in causa, è intervenuto il Dott. Otto Hauser, che, aiutandosi con la traduzione dal tedesco della Vice Presidente Carmen Seidel, ha salutato e ringraziato i suoi amici italiani, confessando di aver ricevuto un invito analogo da parte di una organizzazione umanitaria tedesca ma di aver scelto di aderire all'Accademia per le Relazioni Economiche e Culturali. "Sono fermamente intenzionato a sostenere il rapporto tra i due paesi" - ha dichiarato tra l'altro il Dott. Hauser - "ponendo me stesso come ponte tra Italia e Germania, con pieno spirito europeo".

A questo punto della serata ha preso la parola il Dott. Umberto D'Ottavio, Sindaco di Collegno, città di adozione del Delegato per il Piemonte. Il Sindaco ha evidenziato con soddisfazione di aver riscontrato personalmente, nel corso della serata, quello spirito di cui tante volte il dott. Graziano gli aveva parlato, lo spirito di persone che pur essendo molto impegnate nelle proprie attività, non dimenticano di vivere in quella parte del mondo che ha la fortuna di essere più ricca di molte altre. "Persone che guardano al futuro, verso nuovi successi professionali" ha detto il Sindaco "e che nello stesso tempo si impegnano in cause importanti come quelle promosse stasera".

Il Presidente del Consiglio Regionale, Dott. Sergio Deorsola, ha parlato dell'Accademia come "Una scoperta positiva. Perché oggi, e ancor più nei prossimi anni, quando ci troveremo a competere sempre di più con gli altri paesi sul piano economico e commerciale, dovremo pensare che la solidarietà assumerà un valore sempre più importante". "Ci sono persone, tra gli Accademici" ha concluso il Dott. Deorsola "che si sono fatte da sole, che hanno dimostrato grande tenacia e capacità, che si sono cimentate con successo nella vita politica, ma nonostante ciò non hanno mai dimenticato il valore della solidarietà e dell'impegno a favore di coloro che sono stati meno fortunati".

Gli ultimi due interventi hanno visto per protagonisti due illustri luminari della medicina, esponenti di spicco del mondo scientifico piemontese e nazionale, il Prof. Gianclaudio Fossati e il Dott. Giuseppe Cozza.
Il Prof. Fossati ha innanzitutto ringraziato il Dott. Graziano, che ha presentato la sua candidatura all'Accademia e l'ha fortemente sostenuta. Il noto chirurgo ha ricordato come, attraverso l'amicizia con Giuseppe Graziano, egli è entrato in contatto, già molti anni fa, con altri personaggi con cui condividere una medesima vocazione all'impegno e alla solidarietà. Con loro, si è costituita una sorta di Accademia "in nuce" che oggi confluisce in una organizzazione dagli orizzonti molto vasti, dal respiro sovranazionale. "Con gli strumenti organizzativi che l'Accademia ci mette a disposizione" ha detto tra l'altro il Prof. Fossati "noi potremo portare avanti insieme la nostra opera in maniera più incisiva, per meglio servire gli scopi e i principi che animano le nostre azioni".

L'intervento del Prof. Cozza è iniziato con una dichiarazione d'amore nei confronti della sua città, che ha ospitato la Cerimonia dell'AEREC. "Torino è una città incredibile", ha detto " che ha saputo forgiare uomini a tutti i livelli, che ha saputo trasmettere valori eccezionali in tutto il mondo. Qui a Torino, si è radicata profondamente una volontà a fare del bene. Una esempio per tutti: abbiamo stasera qui con noi la Presidente dell'Ordine Mauriziano, Prof.ssa Emilia Bergoglio-Cordaro. Dall'Ordine discende direttamente il Centro del Tumori Cardiologhi, che è una delle strutture più utili ed innovative che annoveri il panorama ospedaliero italiano. Il Centro è tra l'altro dotato di una struttura di ricovero per i malati terminali, coloro che più hanno bisogno sia dal punto di vista economico che dell'assistenza medica".

"Mentre sposo assolutamente l'idea di portare anche all'estero il nostro contributo - ha concluso il Prof. Cozza - "ricordo che anche in Italia c'è molto bisogno di assistenza, e ciò nonostante il nostro paese sia tra i sette più industrializzati e quindi tra i più ricchi del mondo. Io credo personalmente di potermi rendere utile all'Accademia, ma credo che tutti dovremo cercare di fare uno sforzo in maniera seria e costruttiva".
La Cerimonia di Torino, indetta dall'Accademia per le Relazioni Economiche e Culturali, non poteva chiudersi con un auspicio migliore. La sensazione diffusa, tra i saluti e gli auguri per le imminenti festività, è che esistono tutti i presupposti, sia sul piano dell'impegno che delle opportunità logistiche ed organizzative, per tradurre i pur ambiziosi progetti dell'Accademia in realtà.


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