|

Premiato l’impegno degli Accademici:
l’Ospedale dell’AEREC è oggi realtà
Un appuntamento davvero speciale per tutti i membri dell’Accademia,
quello dello scorso 16 marzo che ha visto una Convocazione
Accademica svolgersi nei prestigiosi saloni di Villa Miani,
in Roma. Come da programma, infatti, il Presidente dell’AEREC,
Dott. Ernesto Carpintieri, accanto alla Presidente di
Missione Futuro Onlus,
Dott.ssa Carmen Seidel hanno potuto dare solennemente
l’annuncio che il “Progetto Africa”, il cui lavoro di
preparazione è durato quasi due anni, è diventato una realtà. Più
precisamente, proprio qualche giorno prima che si svolgesse la
Convocazione Accademica, sono iniziati i lavori di costruzione del
presidio sanitario che l’AEREC ha promosso a Songon, un
poverissimo villaggio della Costa d’Avorio, in collaborazione
con la Congregazione delle Suore di Santa Maria Consolatrice.
Un appuntamento speciale che ha segnato una serata speciale, alla
quale hanno voluto presiedere, tra gli altri, anche l’Ambasciatore
della Costa d’Avorio in Italia, Dott. Zady Richard Gbaka e
persino un Ministro della Costa d’Avorio, Madame Clotilde
Ohouochi, Ministro degli Affari Sociali e della Solidarietà. E poi
tanti altri ospiti prestigiosi, da Don Antonio Mazzi al Dott.
Paolo Bonifazi, venuto a rappresentare il Sottosegretario al
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Scientifica, da Don Lurio, una delle personalità del mondo
dello spettacolo più amate in Italia e all’estero fino ai sostenitori
più autorevoli ed assidui delle iniziative dell’AEREC, il Prof.
Francesco Parrillo, il Prof. Giulio Tarro e Mons.
Vincenzo Di Muro. Con loro, nel
Senato Accademico,
sedevano anche S.A.I. il Principe Alfred Josef Baldacchino di Gagry,
Gran Maestro dell’Ordo Byzantinus
Sancti Sepulchri e Magnificus Rector dell’Universitas
Sancti Cyrilli e la Marchesa Maria Teresa Fedele,
giunti entrambi da Malta per testimoniare anch’essi la loro gioia per
un momento così importante nella vita dell’Accademia.
Introdotti dagli inni – quello dell’Accademia, quello italiano, quello
europeo e quello americano – i membri del Senato Accademico hanno
fatto il loro ingresso nella Sala delle Cerimonie, seguiti dai membri
che rappresentavano il
Comitato Direttivo dell’AEREC: la Dott.ssa Vicenza Basciu,
il Dott. Giacinto Cavalieri, la Dott.ssa Franca Rossi e
il Marchese Celestino Stulle. A presentare gli ospiti, nei
panni di Maestro di Cerimonie, un altro membro del Comitato Direttivo,
il Dott. Enrico Guarino. Il quale, dopo aver aperto
ufficialmente la Convocazione Accademica, ha dato subito la parola al
Presidente Carpintieri.
C’era molta emozione,
nella voce del Presidente, che ha voluto prima di tutto ringraziare i
presenti ed in particolare quegli Accademici che, pur vivendo lontano
da Roma, hanno voluto intervenire per testimoniare il loro
attaccamento all’Accademia e ai suoi ideali, oltre a voler accogliere
personalmente i nuovi Accademici. “La nostra famiglia cresce sempre
qualitativamente e quantitativamente” ha osservato il Presidente,
salutando quindi coloro che da lì a poco sarebbero entrati
ufficialmente a far parte del novero degli Accademici AEREC.
Ricordando che tra i compiti istituzionali dell’AEREC vi è l’attività
umanitaria e filantropica, il Presidente ha parlato dell’avvio dei
lavori per la realizzazione del presidio sanitario, sottolineando come
questo importante evento sia da attribuire alla generosità e alla
disponibilità degli Accademici (“Le vostre donazioni d’ingresso sono
come tanti mattoncini”). Egli ha quindi ripercorso la storia del “Progetto
Africa”, a partire da quel viaggio in Costa d’Avorio che gli
ha permesso di entrare direttamente in contatto con una drammatica
realtà (“30.000 persone che vivono senza alcun tipo di assistenza
sanitaria, con bambini che muoiono ogni giorno di broncopolmonite e
donne che muoiono di parto perché l’ospedale più vicino è praticamente
irraggiungibile”.). Il Presidente ha sottolineato come la presenza
dell’Ambasciatore della Costa d’Avorio in Italia e del Ministro degli
Affari Sociali e della Solidarietà e rappresentassero per l’AEREC un
segnale forte di appoggio delle istituzioni. Ancora, il Presidente ha
ringraziato l’Accademico Mario Feoli, che si sta occupando in
prima persona dei lavori in Costa d’Avorio ed ha invitato tutti gli
Accademici a recarsi sul posto, come lui stesso avrebbe fatto da lì a
pochi giorni, insieme alla Presidente di Missione Futuro Onlus
Dott.ssa Seidel e al membro del Comitato Direttivo Dott.
Vincenzo Mallamaci, in una missione umanitaria della quale ci
occupiamo ampiamente in altra parte del giornale.
Prima di iniziare la Cerimonia vera e propria di nomina dei nuovi
Accademici, il Dott. Guarino ha annunciato uno dei numerosi
Eventi Speciali che avrebbero caratterizzato la Convocazione
Accademica: il Senato Accademico e l’AEREC stessa accoglievano tra i
propri membri Don Antonio Mazzi, una presenza straordinaria che
è stata salutata da un lungo applauso di tutti i presenti.
La nomina degli
Accademici è stata come sempre accompagnata dal rituale della
consegna del Diploma, del Collare Accademico e delle insegne, insieme
alla lettura delle ‘citation’ che hanno sottolineato, pur in una
comprensibile brevità, quelle doti che hanno indotto il Senato
Accademico a conferire il prestigioso titolo (i profili dei nuovi
Accademici sono riportati integralmente in questo numero del Giornale
dell’Accademia).
Dopo essersi
congratulato con i neo-Accademici, il Presidente Carpintieri ha preso
nuovamente la parola, stavolta nelle vesti di Presidente dell’Ente
Nazionale per la Valorizzazione dell’Industria, Commercio ed
Artigianato, del quale l’AEREC rappresenta un Dipartimento.
L’occasione era la consegna di due speciali riconoscimenti: il
Premio Italia Operosa – sponsorizzato dall’omonimo periodico –
rivolto ad un novero ristretto di personaggi che si sono
particolarmente distinti per operosità, ingegno ed impegno fattivo e
assegnato in tale occasione a Marcello Cerri e il Premio
“Donna di Successo” – per aver contribuito a rafforzare il ruolo
della donna nel panorama economico e sociale italiano, conferito a
Franca Rossi.
L’evento successivo è stato introdotto dal Presidente con un breve
discorso nel quale ha osservato come non tutti gli Accademici hanno
dimostrato, in questi anni, lo stesso impegno e la stessa dedizione
alla causa dell’Accademia. Da qui, uno speciale ringraziamento
alla Delegata per la Sardegna, la Dott.ssa Vicenzina Basciu,
per le varie iniziative a sostegno dell’AEREC e di “Missione Futuro
Onlus” in particolare e l’annuncio della nomina di due
Accademici a Presidenti di altrettanti Distretti: il
Comm. Alberto Ciorba sarà il Presidente del Distretto di
Viterbo e il Dott. Francesco Naviglio di quello di
Brescia. “Il loro compito ” – ha dichiarato il Presidente
Carpintieri – “sarà quello di gestire la sede distrettuale
dell’Accademia, organizzare Convocazioni Accademiche e promuovere
iniziative in loco, in accordo con la Presidenza Generale”.
Conclusa la parte della Cerimonia relativa all’AEREC e all’ENVA, il
Presidente ha ceduto la parola a S.A.I. il Principe Alfred Josef
Baldacchino di Gagry, nella sua veste di Magnificus Rector dell’Universitas
Sancti Cyrilli. Quest’ultima, che ha sede a Malta, è stata fondata nel
1669 dalla Casa Granducale di Mosca, Dinastia Rjurik. E' un'università
Internazionale dinastica, con una dotazione di titoli onorifici e di
studio, che ha in ordinamento l'organizzazione di corsi universitari
di Laurea e Post-laurea, lo studio della storia, cultura e arte
bizantina, la promozione di manifestazioni culturali e la
pubblicazione di opere consone ai suoi fini. Nel 1989 il Granduca di
Russia, privo di eredi ma volendo assicurare la successione dinastia,
ha nominato il Prof. Alfred Josef Baldacchino, Principe di Gagry suo
figlio adottivo e successore dinastico, trasferendogli nel 2000 la
Sovranità e la fons honorum dell'Universitas.
Accompagnato dal Registrar dell’Universitas, il Conte Prof. Rugiano
D’Antilio, al termine della lettura del Decreto Rettorale, il
Magnificus Rector ha conferito due lauree Honoris Causa
rispettivamente a Salvatore Chiusa e a Carmine Fiore,
congratulandosi in seguito con i neo-dottori per l’alto profilo umano
e professionale e dichiarandosi compiaciuto per l’ottima
organizzazione dell’evento.
Prima che la Convocazione Accademica fosse dichiarata ufficialmente
conclusa, alcuni membri del Senato Accademico hanno voluto onorare la
platea con un breve discorso.
Il Dott. Paolo Bonifazi ha portato i saluti del
Sottosegretario Maria Grazia Siliquini del Ministero
dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, che avrebbe
voluto intervenire personalmente ma che è stata trattenuta da impegni
istituzionali. La presenza di un suo rappresentante, comunque, stava a
testimoniare l’attenzione del Sottosegretario per iniziative quali
quella dell’AEREC, meritevoli di essere seguite e sostenute.
Particolarmente emozionante, come sempre, l’intervento del Prof.
Francesco Parrillo, Professore Emerito dell’Università La
Sapienza di Roma, Presidente dell’Istituto di Cultura
Bancaria e Presidente dell’Istituto per l’Enciclopedia della
Banca e della Borsa. Il Prof. Parrillo ha esordito lodando le
capacità organizzative dell’AEREC e esprimendo compiacimento per
l’alto livello dei neo-accademici che portano nuova linfa, nuove
risorse e nuovi fermenti all’interno dell’Accademia. Poi, è passato ad
intrattenere la platea con i temi a lui più cari, quelli economici.
“Ieri ed oggi si sono tenute due riunioni molto importanti a
Barcellona, che rappresentano un ulteriore sforzo per fare decollare
l’Europa. A Barcellona si è già parlato di liberalizzare il mercato
dei capitali, dell’energia e soprattutto del lavoro. Il nostro Paese è
uno dei più arretrati in fatto di lavoro, di produttività e di
flessibilità, per i quali si devono fare passi importanti. Sempre in
questi giorni il nostro Capo dello Stato era in Africa, a
Johannesburg, dove ha detto che noi italiani non dobbiamo cedere la
nostra sovranità ma dobbiamo però rinunciare a qualcosa. Io credo che
dobbiamo arrivare alla flessibilità per raggiungere l’obiettivo degli
obiettivi, che è la piena occupazione.”. Il Prof. Parrillo ha poi
concluso citando Victor Hugo che “era anche un grande poeta oltre che
uno scrittore e che in un momento di straordinaria difficoltà del suo
paese e dell’Europa tutta, ebbe a dire: ‘O uomo, fai come l’uccello
che, posato sul ramo fragile, sente sotto di sé il vuoto e tuttavia
non trema, sapendo di avere le ali”.
Dopo il breve commiato di Don Lurio, premiato per la sua
bravura e per la grande popolarità che ancora lo accompagna, ha preso
la parola il Prof. Giulio Tarro, noto virologo, Presidente
della fondazione Teresa e Luigi De Beaumont Bonelli per le
Ricerche sul Cancro. “Sono appena tornato dagli Stati Uniti dove
ho preso parte ad un convegno molto importante legato alla conferenza
annuale sui retrovirus, di cui fa parte l’HIV. Nella serata
inaugurale, lo speaker ufficiale era Bill Gates. Eravamo tutti
molto curiosi di ascoltare l’uomo più ricco del mondo, anche se ci
aspettavamo delle banalità. Invece abbiamo appreso che la sua
Fondazione fornisce molti aiuti in quella parte dell’Africa
subsahariana che si trova in condizioni altamente drammatiche, come
abbiamo potuto anche riscontrare da alcune diapositive struggenti che
ci ha mostrato un giornalista francese. Le sole parole, dunque, non
bastano di fronte ad un problema enorme, persino più drammatico di
quello che investe il Medio Oriente. Ci vogliono i fatti, proprio come
sta facendo la nostra Accademia.”
Una Cena di Gala, allietata dalle note di Fabio Abbate, ha
concluso una serata che resterà a lungo nei ricordi di chi vi ha preso
parte. Ma anche durante la Cena, ci sono stati momenti importanti. Il
Presidente Carpintieri ha letto i numerosi messaggi giunti da Ministri
e Sottosegretari, ma anche da leader dell’opposizione, sottolineando
come l’attenzione di tutte le forze politiche rappresenti un segnale
forte nei confronti dell’AEREC, di “Missione Futuro Onlus” e del
“Progetto Africa” (che gode oggi del Patrocinio della Presidenza del
Consiglio dei Ministri). “Si tratta di appoggi che al momento sono
solamente formali” ha precisato il Presidente – “ma che noi faremo in
modo che diventino più concreti e finalizzati alla piena realizzazione
dei nostri progetti”.
Un altro momento significativo è stato quello che ha visto
formalizzare, con un simbolico scambio di targhe, il gemellaggio
tra l’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e
Culturali e l’A.I.O.A.D., l’Associazione Italiana di Oncologia
dell’Apparato Digerente. L’A.I.O.A.D., rappresentata in tale
occasione dai due Direttori Scientifici il Dott. Massimiliano Mungo
e il Dott. Enrico Guarino, entrambi anche Accademici AEREC, è
un’Associazione nata con la finalità di realizzare prevenzione,
diagnosi precoce e cura in oncologia; essa si propone di
sensibilizzare l’opinione pubblica al problema della prevenzione dei
tumori, di istituire borse di studio per la ricerca ed effettuare
un’opera preventiva su fasce della popolazione particolarmente a
rischio: è tra gli scopi principali dell’Associazione organizzare una
campagna di prevenzione al fine di riuscire a diagnosticare neoplasie
allo stato iniziale e pertanto passibili di trattamento terapeutico
con ottimi risultati.
Il Dott. Mungo si è detto molto onorato del gemellaggio perché ben
conosce il grande lavoro che l’AEREC svolge in campo sociale ed anche
sanitario. “Noi che operiamo sul territorio sappiamo quante difficoltà
si presentano ogni giorno per promuovere la prevenzione delle malattie
a Roma, nel Lazio, in Italia, figuriamoci nel mondo!” Il Dott. Mungo è
poi passato a dare alcune cifre sull’attività dell’Associazione: “ La
nostra equipe dedica due giorni alla settimana al volontariato e in
tre anni abbiamo visitato 1.100 persone, quasi sempre recandoci noi
stessi nei centri anziani e nei centri sociali. Di queste 1.100
persone, abbiamo diagnosticato il 10% di polipi e l’1% di tumori. Si
trattava, in tutti i casi, di persone asintomatiche, che quindi non
avrebbero sospettato di essere malate se non fossero state visitate.
Sono stati tutti operati e sono tutti guariti.”. Il Dott. Mungo ha poi
concluso: “Ricevere un riconoscimento da parte di altri soggetti
importanti in campo umanitario è per noi motivo di grande
incoraggiamento”.
Proseguendo nei riconoscimenti, una Targa Speciale è stata
consegnata alla Dott.ssa Vicenza Basciu, Delegata AEREC per la
Sardegna, “per l’impegno profuso nel Progetto Africa”.
Ritirando la targa, la Dott.ssa Basciu ha recitato una poesia di sua
composizione, dedicandola a Don Mazzi e a Mons. Di Muro.
La neo-Accademica Dott.ssa Lorenzini ha ringraziato il
Presidente a nome di tutti gli Accademici ed ha parlato brevemente
della sua associazione, Il Cenacolo, che “da diversi anni è ‘Stato
Consultivo” dell’ONU, il che significa che ha facoltà di proporre
progetti a tutti gli Stati membri. E’ mio desiderio oggi poter
lavorare insieme all’AEREC e coinvolgerla in tal senso”.
Anche l’Ambasciatore in Italia della Costa d’Avorio,
Dott. Zady Richard Gbaka e il Ministro degli Affari
Sociali Madame Clotilde Ohouochi hanno voluto rivolgere un
breve saluto alla platea. Il Ministro, in particolare, ha affermato
che “in Costa d’Avorio c’è molta sofferenza ma c’è anche offerta di
numerose e preziose occasioni di cooperazione”, invitando gli
operatori italiani ad approfittarne.
Profondo ed ispirato il discorso di commiato di Don Antonio Mazzi.
“Ci sono oggi tre motivi per essere preoccupati e tre motivi per
sperare. Tra i primi c’è la guerra assurda che si sta svolgendo in
Palestina; c’è poi il delitto di Cogne che sta sconvolgendo le
coscienze e che se anche non minaccia la maternità, che resta sana, ha
sollevato tanti dubbi; infine la diffusione dell’extasy, la droga che
circola in modo allarmante presso i giovani e si spera che, aldilà
delle parole, il Governo riesca a fare una politica incisiva per
debellare questo inquietante fenomeno. Tre motivi per sperare:
finalmente in Italia abbiamo raggiunto la crescita zero delle nascite,
che fino ad oggi era inferiore allo zero; secondo, la fatica che
l’attuale Governo sta facendo per risolvere il problema della scuola”.
Su questo punto, Don Mazzi ha aperto una significativa parentesi: “Una
società democratica che non ha una scuola seria è una società suicida,
è una società che diseduca e che quindi non ha davanti né prospettive
né speranze. Mi rendo conto che si tratta di un tema difficile e
delicato ma qualcosa bisognerà assolutamente fare. Infine, il terzo ma
non meno importante motivo per sperare: la Pasqua. Concludo con un
invito: noi italiani, a Pasqua, siamo abituati a tagliare le colombe;
quest’anno, forse, è meglio che le lasciamo volare”.
La Santa Pasqua, di poco imminente alla Convocazione Accademica, è
stato anche l’argomento centrale del saluto di Mons. Vincenzo Di
Muro che anche in questa occasione, come in una Convocazione
Accademica precedente, ha voluto omaggiare i presenti di una copia del
suo volume “La Domenica, Festa per Risorgere”. “La Pasqua” – ha
esordito il Prelato d’Onore di Sua Santità – “è un segnale di
speranza, di futuro, di riconciliazione con se stessi. La Pasqua porta
alla vittoria della vita che sfida la morte in un prodigioso duello e,
combattendo, la vita ha la meglio sulla morte, perché Cristo risorge
vincitore”.
Con queste parole di fede, di speranza e di pace, si è conclusa
l’intera serata. Ma per una Convocazione Accademica che si chiude, si
apre nello stesso tempo una nuova avventura umana per coloro che sono
stati accolti nell’Accademia, e che condivideranno la fede, la
speranza e il desiderio di pace di tante persone che, prima di loro,
hanno deciso di unire le loro forze per un ideale comune. |