Convocazioni Accademiche

Convocazione Accademica

Roma,
 Centro Congressi Mövenpick - 28 giugno 2003


“Fare del bene facendoci del bene”. È il motto dell’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali che ben sintetizza il duplice scopo dell’istituzione, quella di favorire lo sviluppo delle attività dei propri membri e nello stesso tempo favorire lo sviluppo delle popolazioni meno fortunate della nostra, dando impulso all’occupazione nei Paesi del Terzo Mondo ma anche promuovendo importanti iniziative umanitarie. Questo motto è stato citato dal Presidente dell’AEREC, Dott. Ernesto Carpintieri, nel discorso di apertura della Convocazione Accademica che si è svolta presso il Centro Congressi Moevenpick di Roma il 28 giugno scorso. Una Convocazione che coincideva con l’”Academy Day”: la Cerimonia di conferimento dei titoli di Accademico è stata infatti preceduta, il giorno precedente, da un Convegno (“L’AEREC per l’Internazionalizzazione delle Imprese e per lo Sviluppo della Cooperazione Internazionale”) che si è svolto nella prestigiosa Sala delle Conferenze della Camera dei Deputati e che ha visto la partecipazione, oltre che di imprenditori e professionisti di altissimo livello, di ben cinque Ambasciatori presso lo Stato Italiano.

La Convocazione Accademica, brillantemente presentata dal Cerimoniere Internazionale Dott. Enzo Mallamaci, si è aperta come di consueto con gli inni accademico, italiano, europeo e statunitense, mentre si insediava il Senato Accademico presieduto dal Dott. Carpintieri e del quale facevano parte Carmen Seidel, Presidente di Missione Futuro Onlus, Mons. Vincenzo Di Muro, Prof. Dott. Stefano M. Masullo, Magnifico Rettore della Libera Università di Diritto Internazionale ISFOA, S.E. Zady Richard Gbaka, Ambasciatore della Costa d’Avorio in Italia e S.E. Ambassador James Creagan, Rettore della John Cabot University.

Nella sua prolusione, il Presidente Carpintieri ha innanzitutto espresso il suo compiacimento nel constatare quanto l’Accademia si stia arricchendo di personaggi di grande levatura professionale ed umana, riuscendo a coniugare la quantità dei suoi membri con la qualità dei loro profili. Egli ha quindi sottolineato come “l’Accademia stia diventando un polo di riferimento molto importante per coloro che hanno desiderio di sviluppare progetti sia professionali che imprenditoriali, in Italia così come in Europa e nel mondo. Crediamo che il processo di internazionalizzazione delle aziende e delle professioni sia ormai inevitabile, per chi vuole mantenersi competitivo nell’era della globalizzazione. Anche per questo abbiamo promosso un Convegno sul tema e anche per questo godiamo del credito di tante personalità diplomatiche che apprezzano il nostro spirito di iniziativa in tal senso. Riteniamo, però, che sia importante agire in modo concreto e serio. Non è più il tempo delle avventure, come quelle intraprese da tanti imprenditori in paesi come la Romania o l’Albania senza avere il necessario supporto. Oggi, per investire in altri Paesi bisogna conoscere le leggi, le opportunità e anche le persone e gli uffici giusti. Bisogna affidarsi a consulenti e professionisti perché possano suggerire quelle strategie operative che consentono di ottimizzare tempi, costi e risultati. È per questo motivo che l’AEREC ha istituito la Commissione Affari Internazionali, ponendosi come anello di congiunzione tra l’operatore e il Paese nel quale egli intende investire, fornendo nel contempo tutte le informazioni necessarie, ad esempio sui fondi di sostegno istituiti dalla Comunità Europea o dal Ministero delle Attività Produttive. Le opportunità che abbiamo in questo momento sono tante e molto interessanti: abbiamo avviato rapporti privilegiati con molti Paesi del nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo, come l’Algeria, la Tunisia, l’Egitto”.

Il Presidente è passato poi ad illustrare, ai nuovi Accademici e ai loro ospiti, l’attività sociale ed umanitaria dell’AEREC. “Quando nel nostro nome abbiamo inserito l’aggettivo ‘culturali’ non pensavamo solo alla cultura in senso stretto ma anche alla cultura del cuore. Far parte dell’Accademia, infatti, vuol dire far parte di una Istituzione che non si limita a preoccuparsi ma anche ad occuparsi dell’umanità che soffre. Tale attività è svolta dalla nostra Onlus che si chiama Missione Futuro e che è egregiamente presieduta da Carmen Seidel. Attraverso Missione Futuro stiamo portando avanti il progetto più complesso ed ambizioso dell’Accademia, ovvero la realizzazione di un presidio sanitario di un villaggio rurale della Costa d’Avorio, Songon. Purtroppo, i lavori hanno subito un forte rallentamento a causa dei disordini che ha vissuto il paese nei mesi scorsi ma, pur con grandi difficoltà, stiamo andando avanti nel progetto, grazie anche al coraggio e alla determinazione del nostro Accademico Mario Feoli che tanto ha fatto e sta facendo per noi. Contemporaneamente a tale progetto, abbiamo aperto nuovi fronti umanitari in Camerun, in Nigeria e in Brasile e molte sono le richieste che ci giungono dai paesi più poveri. Abbiamo fatto già tanto, stiamo facendo tanto e vorremmo fare sempre di più, e ciò fino ad oggi solo grazie al sostegno dei nostri Accademici perché dalle istituzioni non abbiamo avuto, finora, alcun contributo di tipo economico.”

A conclusione del suo intervento, il Presidente Carpintieri ha voluto salutare la presenza dei Presidenti dei Distretti di Viterbo, Ancona e Torino, rispettivamente il Dott. Alberto Ciorba, il Dott. Giacinto Cavalieri e il Dott. Carmine Fiore. Ha infine rievocato la bellissima cerimonia organizzata ad Ancona dal Presidente Cavalieri, nella sede di Assindustria alla presenza delle massima autorità locali e la più recente Convocazione Accademica che si è svolta a New York, negli Stati Uniti, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.

La Cerimonia di conferimento dei titoli di Accademico si è svolta secondo il tradizionale rito della lettura delle ‘citation’, della consegna del Diploma da parte del Senato Accademico, della consegna del Collare e delle insegne. A conclusione, due eventi speciali: il conferimento, da parte del Presidente Carpintieri, del Premio Internazionale Italia Operosa a due Accademici, Alberto Ciorba e Francesco Carlo Ivaldi, che si sono particolarmente distinti per operosità, ingegno ed impegno fattivo nello svolgimento della loro attività professionale; a seguire, il conferimento del Premio Internazionale Donna di Successo, che fino ad oggi ha premiato un novero ristretto di personalità che hanno contribuito a rafforzare il ruolo già determinante della donna nel panorama economico e sociale italiano. In questa sessione, il riconoscimento è stato conferito alla Dott.ssa Ermelinda Campani, per l’insieme dei suoi studi e delle sue ricerche in campo letterario ed artistico.

Allontanandosi per qualche minuto dal suo ruolo di Cerimoniere Internazionale dell’AEREC e di membro del Comitato Direttivo, il Dott. Enzo Mallamaci ha quindi preso la parola per raccontare la sua esperienza di medico al seguito della missione umanitaria promossa dall’AEREC in Costa d’Avorio nel marzo dello scorso anno, in occasione dell’inizio dei lavori del Presidio Sanitario di Songon.

“L’AEREC” – ha esordito il Dott. Mallamaci – “mi ha permesso di vivere una delle più belle esperienze che un medico può sperare di vivere nella propria professione. Sono stato in un posto in Africa, dove ci sono bambini con occhi meravigliosi che mi sono rimasti nel cuore, che ancora sogno di notte aspettando di tornare a vederli, insieme ai miei amici. Il villaggio di Songon è a circa 45 chilometri dalla capitale Abidjan: quest’ultima è una città bellissima, dove ci sono delle cliniche private molto attrezzate e con personale competente e dove si cura molto bene la malaria, se si possiedono i dollari sufficienti per poterselo permettere. A 45 chilometri di distanza, invece, i malati muoiono perché mancano gli antibiotici e le donne sono costrette a partorire quasi in mezzo alla strada, mettendo a repentaglio la propria vita e quella dei loro bambini. Qui, insieme alla Presidente di Missione Futuro Carmen Seidel, abbiamo visitato e curato moltissime persone, alcune delle quali hanno affrontato un viaggio a piedi di diversi chilometri sotto un sole cocente. Qui abbiamo portato la speranza: pensate che al nostro arrivo, un missionario ci ha introdotto ai suoi fedeli durante la Messa e, dopo la funzione, siamo stati salutati con canti e danze che si sono prolungati per ore. È stata un’esperienza che mi ha segnato profondamente: una cosa è vedere certe scene di povertà e malattia in televisione, nelle nostre belle case, un’altra è viverle dal vero, come quando i bambini ti tolgono le lische di pesce dal piatto e le puliscono, oppure si attaccano con disperazione ai tuoi pantaloni supplicandoti di restare con loro. Pur avendo portato con noi 100kg di medicinali, essi non sono bastati per il lavoro che ci aspettava: mi sono trovato a dover dividerli con il bisturi, per ricavarne più dosi e, una volta tornato in Italia, ho giurato a me stesso di non buttare più i ‘campioni’ degli informatori scientifici! Mi piace pensare, però, che mi trovavo lì per voi, rappresentavo cioè l’Accademia perché io non sono che un modesto medico che stava dando riconoscenza a quello che la Provvidenza gli aveva dato nella vita. E adesso non vedo l’ora di tornare lì, anche se le autorità per il momento ci sconsigliano di affrontare il viaggio. In qualità di Presidente dei medici volontari di Missione Futuro Onlus ho già ricevuto diverse adesioni di medici ed infermieri che sono pronti a partire con noi. Se tutto andrà bene, potremo assicurare presto una presenza costante di personale medico ed infermieristico sul territorio per cui potremo riuscire a debellare la piaga della mortalità, che colpisce soprattutto le donne post-gravidanza e tanti bambini.”

L’opera di solidarietà svolta dall’Accademia è stata lodata dall’Ambasciatore della Costa d’Avorio presso lo Stato Italiano, S.E. Zady Richard Gbaka: “I problemi dell’Africa sono tanti e drammatici: chi fa qualcosa per un Paese africano, fa fare un passo avanti a tutto il continente. Ringrazio l’AEREC per quanto sta facendo per il mio Paese e per l’Africa tutta”.

Il Prof. Stefano Masullo, Magnifico Rettore della Libera Università di Diritto Internazionale ISFOA, ha iniziato il suo intervento osservando quanto “le Cerimonie promosse dall’Accademia sono sempre fonte di accrescimento culturale, spirituale e sociale. Io credo che sia utile e doveroso creare infrastrutture mediche ma non soltanto: ricordo le parole di Gesù quando diceva che se dai un pesce ad un uomo lo hai sfamato per un giorno, ma se gli insegni a pescare lo avrai sfamato per tutta la vita. E questo è l’obiettivo che ci siamo dati come Accademici: non portare soltanto assistenza medica ma anche cultura e professionalità. Solo così le popolazioni africane potranno affrancarsi tanto dal colonialismo politico quanto da quello economico e finanziario.” Il Prof. Masullo ha quindi annunciato di voler fare omaggio, a tutti gli Accademici, di una delle sue numerose e apprezzate pubblicazioni di cultura finanziaria.

Il Rettore della John Cabot University James Creagan ha iniziato il suo intervento ricordando il lavoro da lui svolto per alcuni anni per il Dipartimento di Stato “che negli Stati Uniti noi chiamiamo Dipartimento di Pace. Io sono stato Ambasciatore nell’Honduras, quando il Paese fu colpito dal più violento uragano che abbia mai visto un territorio, di categoria 5. In quell’occasione moltissimi paesi si sono mobilitati, sia dal punto di vista operativo che con aiuti economici. Solamente il Congresso degli Stati Uniti stanziò in quella occasione oltre 300 milioni di dollari. Ciò accade quando una tragedia viene mostrata in televisione, suscitando le emozioni della gente. Diverso è il caso di quelle tragedie che non godono di altrettanta visibilità, come quelle delle quali si occupa l’AEREC. È bene che ci siano istituzioni come l’Accademia che non aspettano l’evento mediatico per intervenire ma che sono presenti ove ci sia bisogno, lavorando silenziosamente ma con efficacia”.

Il Dott. Giacinto Cavalieri, Presidente del Distretto di Ancona dell’AEREC, ha ricordato la serata da lui promossa nella sua città come esempio di solidarietà fattiva. “Nel corso della Convocazione Accademica di Ancona, Missione Futuro Onlus si è gemellata con altre due Onlus, la ALITO e l’ANVAP. Quest’ultima, che opera prevalentemente nelle favelas brasiliane tramite una congregazione di missionari, sta portando avanti alcuni di quelli che noi chiamiamo ‘microprogetti’. Durante la Cerimonia abbiamo raccolto dei fondi che ci hanno permesso di portare a compimento un ‘microprogetto’ che consiste nell’installazione di un forno industriale. Tale forno servirà a produrre il pane per sfamare alcune famiglie ma dovrà anche dare vita ad una produzione commerciale. Per questo microprogetto, infatti, è stata richiesta la restituzione del denaro, come una sorta di impegno morale da parte della gente delle favelas, di utilizzare le risorse loro offerte lavorando per lo sviluppo. Sempre con il denaro raccolto alla Cerimonia di Ancona, inoltre, siamo riusciti ad avviare un altro microprogetto, che consisteva nell’acquistare i banchi e le sedie per una scuola che ne era sprovvista. Insomma, l’AEREC ci ha consentito nell’arco di una serata di portare a termine due microprogetti. E altri ne abbiamo in cantiere, non solamente in Africa”.

Molta emozione tra i presenti ha suscitato l’intervento di Maria Teresa Ruta, la nota giornalista ed intrattenitrice televisiva, che ha riportato alcune esperienze personali, che qui non riferiamo per sua espressa volontà, nel campo del volontariato. Prima di tutto, però, ha voluto ringraziare l’AEREC per averla accolta nel novero degli Accademici ed ha voluto poi rispondere al Presidente Cavalieri, che le sollecitava un impegno televisivo a favore delle iniziative umanitarie. Rievocando l’episodio di un reportage del giornalista Piero Badaloni sui ragazzi delle favelas brasiliani, poi uccisi per aver denunciato le loro condizioni al mondo attraverso la televisione, Maria Teresa Ruta ha dichiarato: “Non credo ci sia più bisogno della televisione per denunciare che c’è la povertà nel mondo, perché anche se noi viviamo da un’altra parte del mondo ne siamo perfettamente consapevoli. Forse la televisione può fare qualcosa ma ancora più possiamo fare noi nel nostro piccolo”. La giornalista ha quindi segnalato che tramite un’associazione della quale fa parte, sta per partire il progetto “Una pappina per il Sudan”, che consiste nella distribuzione nel Paese africano di un alimento composto da oli ed elementi nutritivi molto importanti per quei bambini che, a causa del loro stomaco provato dalla fame, non possono nutrirsi con gli stessi alimenti che vengono consumati regolarmente in Occidente. Al progetto è legata anche la pubblicazione di un libretto scritto dalla stessa Ruta, dal titolo “Viva la Pappa!”, che potrà essere acquistato con una libera offerta. “Attraverso la televisione”, ha concluso la giornalista “io cerco di trasmettere un messaggio di pace, di serenità, di solidarietà, di amicizia e di fratellanza; oggi so che insieme all’AEREC potrò fare molto di più”.

Agli applausi di tutti i presenti, si è unito quello del Presidente Carpintieri il quale ha annunciato di voler acquistare, a nome dell’Accademia, 100 copie del volume, dando così pieno appoggio alla lodevole iniziativa.

Conclusa la Cerimonia, la serata è proseguita con la tradizionale Cena di Gala allietata, com’è consuetudine, dalle note del musicista Fabio Abbate ma anche dall’esibizione dell’artista Robert Steiner, che segue sempre da vicino le attività dell’AEREC e che per l’occasione ha eseguito alcune celebri melodie della canzone napoletana ed internazionale accompagnandosi al piano del Maestro Fabio Centanni.

L’ultimo intervento del Presidente Carpintieri lo ha visto salutare e ringraziare tutti quegli Accademici che, nonostante i numerosi impegni professionali e la lontananza logistica, intervengono regolarmente alle Convocazioni Accademiche dell’AEREC: oltre ai già citati Presidenti di Distretto, erano presenti i membri del Comitato Direttivo Arch. Vicenzo Valenti e signora, la Dott.ssa Roma Romualda Maciejevicz, il Marchese Celestino Stulle e gli Accademici Roberto Corbucci, Marcello Cerri e signora, Angelo Montalto, Francesco Carlo Ivaldi, Francesco Calabrese, Sergio Marchi, il Gen. Marra, il Colonnello Nicola Ieraci accompagnato da alcuni esponenti dell’Arma dei Carabinieri e il figlio di Rocco Antonio Baglio, in rappresentanza del padre, assente per motivi di salute. Il Presidente Carpintieri ha infine salutato la presenza di Madame Carmen Didier, una figura di spicco del mondo diplomatico, già Consigliere del Presidente del Gabon, giunta appositamente da Parigi per prendere parte all’evento.

Il commiato è stato affidato alle parole illuminate di Mons. Vincenzo Di Muro il quale, dopo essersi congratulato con gli insigniti, ha citato i versi di un’antica icona bizantina – “Diventa ciò che sei” – per ricordare che tutti noi nasciamo buoni, altruisti, cristiani ma dobbiamo poi vivere pienamente ciò che siamo. “’Diventa ciò che sei’” – ha detto Mons. Di Muro “non è soltanto un’esortazione ma una via per essere felici”.


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