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“Fare del
bene facendoci del bene”. È il motto dell’Accademia Europea per le
Relazioni Economiche e Culturali che ben sintetizza il duplice scopo
dell’istituzione, quella di favorire lo sviluppo delle attività dei
propri membri e nello stesso tempo favorire lo sviluppo delle
popolazioni meno fortunate della nostra, dando impulso all’occupazione
nei Paesi del Terzo Mondo ma anche promuovendo importanti iniziative
umanitarie. Questo motto è stato citato dal Presidente dell’AEREC,
Dott. Ernesto Carpintieri, nel discorso di apertura della
Convocazione Accademica che si è svolta presso il Centro Congressi
Moevenpick di Roma il 28 giugno scorso. Una Convocazione
che coincideva con l’”Academy Day”: la Cerimonia di
conferimento dei titoli di Accademico è stata infatti preceduta, il
giorno precedente, da un Convegno
(“L’AEREC per l’Internazionalizzazione delle Imprese e per lo Sviluppo
della Cooperazione Internazionale”) che si è svolto nella prestigiosa
Sala delle Conferenze della Camera dei Deputati e che ha visto la
partecipazione, oltre che di imprenditori e professionisti di
altissimo livello, di ben cinque Ambasciatori presso lo Stato
Italiano.
La Convocazione
Accademica, brillantemente presentata dal Cerimoniere Internazionale
Dott. Enzo Mallamaci, si è aperta come di consueto con gli inni
accademico, italiano, europeo e statunitense, mentre si insediava il
Senato Accademico presieduto dal Dott. Carpintieri e del quale
facevano parte Carmen Seidel, Presidente di
Missione Futuro Onlus,
Mons. Vincenzo Di Muro, Prof. Dott. Stefano M. Masullo,
Magnifico Rettore della Libera Università di Diritto Internazionale
ISFOA, S.E. Zady Richard Gbaka, Ambasciatore della Costa
d’Avorio in Italia e S.E. Ambassador James Creagan, Rettore
della John Cabot University.
Nella sua prolusione, il Presidente Carpintieri ha
innanzitutto espresso il suo compiacimento nel constatare quanto
l’Accademia si stia arricchendo di personaggi di grande levatura
professionale ed umana, riuscendo a coniugare la quantità dei suoi
membri con la qualità dei loro profili. Egli ha quindi sottolineato
come “l’Accademia stia diventando un polo di riferimento molto
importante per coloro che hanno desiderio di sviluppare progetti sia
professionali che imprenditoriali, in Italia così come in Europa e nel
mondo. Crediamo che il processo di internazionalizzazione delle
aziende e delle professioni sia ormai inevitabile, per chi vuole
mantenersi competitivo nell’era della globalizzazione. Anche per
questo abbiamo promosso un Convegno sul tema e anche per questo
godiamo del credito di tante personalità diplomatiche che apprezzano
il nostro spirito di iniziativa in tal senso. Riteniamo, però, che sia
importante agire in modo concreto e serio. Non è più il tempo delle
avventure, come quelle intraprese da tanti imprenditori in paesi come
la Romania o l’Albania senza avere il necessario supporto. Oggi, per
investire in altri Paesi bisogna conoscere le leggi, le opportunità e
anche le persone e gli uffici giusti. Bisogna affidarsi a consulenti e
professionisti perché possano suggerire quelle strategie operative che
consentono di ottimizzare tempi, costi e risultati. È per questo
motivo che l’AEREC ha istituito la Commissione Affari Internazionali,
ponendosi come anello di congiunzione tra l’operatore e il Paese nel
quale egli intende investire, fornendo nel contempo tutte le
informazioni necessarie, ad esempio sui fondi di sostegno istituiti
dalla Comunità Europea o dal Ministero delle Attività Produttive. Le
opportunità che abbiamo in questo momento sono tante e molto
interessanti: abbiamo avviato rapporti privilegiati con molti Paesi
del nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo, come l’Algeria, la
Tunisia, l’Egitto”.
Il Presidente è passato poi ad illustrare, ai nuovi Accademici e ai
loro ospiti, l’attività sociale ed umanitaria dell’AEREC. “Quando nel
nostro nome abbiamo inserito l’aggettivo ‘culturali’ non pensavamo
solo alla cultura in senso stretto ma anche alla cultura del cuore.
Far parte dell’Accademia, infatti, vuol dire far parte di una
Istituzione che non si limita a preoccuparsi ma anche ad occuparsi
dell’umanità che soffre. Tale attività è svolta dalla nostra Onlus che
si chiama Missione Futuro e che è egregiamente presieduta da Carmen
Seidel. Attraverso Missione Futuro stiamo portando avanti il progetto
più complesso ed ambizioso dell’Accademia, ovvero la realizzazione di
un presidio sanitario di un villaggio rurale della
Costa d’Avorio, Songon.
Purtroppo, i lavori hanno subito un forte rallentamento a causa dei
disordini che ha vissuto il paese nei mesi scorsi ma, pur con grandi
difficoltà, stiamo andando avanti nel progetto, grazie anche al
coraggio e alla determinazione del nostro Accademico Mario Feoli
che tanto ha fatto e sta facendo per noi. Contemporaneamente a tale
progetto, abbiamo aperto nuovi fronti umanitari in Camerun, in Nigeria
e in Brasile e molte sono le richieste che ci giungono dai paesi più
poveri. Abbiamo fatto già tanto, stiamo facendo tanto e vorremmo fare
sempre di più, e ciò fino ad oggi solo grazie al sostegno dei nostri
Accademici perché dalle istituzioni non abbiamo avuto, finora, alcun
contributo di tipo economico.”
A
conclusione del suo intervento, il Presidente Carpintieri ha voluto
salutare la presenza dei Presidenti dei Distretti di Viterbo, Ancona e
Torino, rispettivamente il Dott. Alberto Ciorba, il Dott.
Giacinto Cavalieri e il Dott. Carmine Fiore. Ha infine
rievocato la bellissima cerimonia organizzata ad Ancona dal Presidente
Cavalieri, nella sede di Assindustria alla presenza delle massima
autorità locali e la più recente Convocazione
Accademica che si è svolta a New York, negli Stati Uniti,
nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
La Cerimonia di conferimento dei titoli di Accademico si è svolta
secondo il tradizionale rito della lettura delle ‘citation’, della
consegna del Diploma da parte del Senato Accademico, della consegna
del Collare e delle insegne. A conclusione, due eventi speciali: il
conferimento, da parte del Presidente Carpintieri, del Premio
Internazionale Italia Operosa a due Accademici, Alberto Ciorba
e Francesco Carlo Ivaldi, che si sono particolarmente distinti
per operosità, ingegno ed impegno fattivo nello svolgimento della loro
attività professionale; a seguire, il conferimento del Premio
Internazionale Donna di Successo, che fino ad oggi ha premiato
un novero ristretto di personalità che hanno contribuito a rafforzare
il ruolo già determinante della donna nel panorama economico e sociale
italiano. In questa sessione, il riconoscimento è stato conferito alla
Dott.ssa Ermelinda Campani, per l’insieme dei suoi studi e
delle sue ricerche in campo letterario ed artistico.
Allontanandosi per qualche minuto dal suo ruolo di Cerimoniere
Internazionale dell’AEREC e di membro del Comitato Direttivo, il Dott.
Enzo Mallamaci ha quindi preso la parola per raccontare la sua
esperienza di medico al seguito della missione umanitaria promossa
dall’AEREC in Costa d’Avorio nel marzo dello scorso anno, in occasione
dell’inizio dei lavori del Presidio Sanitario di Songon.
“L’AEREC” – ha esordito il Dott. Mallamaci – “mi ha permesso di
vivere una delle più belle esperienze che un medico può sperare di
vivere nella propria professione. Sono stato in un posto in Africa,
dove ci sono bambini con occhi meravigliosi che mi sono rimasti nel
cuore, che ancora sogno di notte aspettando di tornare a vederli,
insieme ai miei amici. Il villaggio di Songon è a circa 45 chilometri
dalla capitale Abidjan: quest’ultima è una città bellissima, dove ci
sono delle cliniche private molto attrezzate e con personale
competente e dove si cura molto bene la malaria, se si possiedono i
dollari sufficienti per poterselo permettere. A 45 chilometri di
distanza, invece, i malati muoiono perché mancano gli antibiotici e le
donne sono costrette a partorire quasi in mezzo alla strada, mettendo
a repentaglio la propria vita e quella dei loro bambini. Qui, insieme
alla Presidente di Missione Futuro Carmen Seidel, abbiamo
visitato e curato moltissime persone, alcune delle quali hanno
affrontato un viaggio a piedi di diversi chilometri sotto un sole
cocente. Qui abbiamo portato la speranza: pensate che al nostro
arrivo, un missionario ci ha introdotto ai suoi fedeli durante la
Messa e, dopo la funzione, siamo stati salutati con canti e danze che
si sono prolungati per ore. È stata un’esperienza che mi ha segnato
profondamente: una cosa è vedere certe scene di povertà e malattia in
televisione, nelle nostre belle case, un’altra è viverle dal vero,
come quando i bambini ti tolgono le lische di pesce dal piatto e le
puliscono, oppure si attaccano con disperazione ai tuoi pantaloni
supplicandoti di restare con loro. Pur avendo portato con noi 100kg di
medicinali, essi non sono bastati per il lavoro che ci aspettava: mi
sono trovato a dover dividerli con il bisturi, per ricavarne più dosi
e, una volta tornato in Italia, ho giurato a me stesso di non buttare
più i ‘campioni’ degli informatori scientifici! Mi piace pensare,
però, che mi trovavo lì per voi, rappresentavo cioè l’Accademia perché
io non sono che un modesto medico che stava dando riconoscenza a
quello che la Provvidenza gli aveva dato nella vita. E adesso non vedo
l’ora di tornare lì, anche se le autorità per il momento ci
sconsigliano di affrontare il viaggio. In qualità di Presidente dei
medici volontari di Missione Futuro Onlus ho già ricevuto diverse
adesioni di medici ed infermieri che sono pronti a partire con noi. Se
tutto andrà bene, potremo assicurare presto una presenza costante di
personale medico ed infermieristico sul territorio per cui potremo
riuscire a debellare la piaga della mortalità, che colpisce
soprattutto le donne post-gravidanza e tanti bambini.”
L’opera di solidarietà svolta dall’Accademia è stata lodata
dall’Ambasciatore della Costa d’Avorio presso lo Stato Italiano, S.E.
Zady Richard Gbaka: “I problemi dell’Africa sono tanti e
drammatici: chi fa qualcosa per un Paese africano, fa fare un passo
avanti a tutto il continente. Ringrazio l’AEREC per quanto sta facendo
per il mio Paese e per l’Africa tutta”.
Il Prof. Stefano Masullo, Magnifico Rettore della Libera
Università di Diritto Internazionale ISFOA, ha iniziato il suo
intervento osservando quanto “le Cerimonie promosse dall’Accademia
sono sempre fonte di accrescimento culturale, spirituale e sociale. Io
credo che sia utile e doveroso creare infrastrutture mediche ma non
soltanto: ricordo le parole di Gesù quando diceva che se dai un pesce
ad un uomo lo hai sfamato per un giorno, ma se gli insegni a pescare
lo avrai sfamato per tutta la vita. E questo è l’obiettivo che ci
siamo dati come Accademici: non portare soltanto assistenza medica ma
anche cultura e professionalità. Solo così le popolazioni africane
potranno affrancarsi tanto dal colonialismo politico quanto da quello
economico e finanziario.” Il Prof. Masullo ha quindi annunciato di
voler fare omaggio, a tutti gli Accademici, di una delle sue numerose
e apprezzate pubblicazioni di cultura finanziaria.
Il Rettore della John Cabot University James Creagan ha
iniziato il suo intervento ricordando il lavoro da lui svolto per
alcuni anni per il Dipartimento di Stato “che negli Stati Uniti noi
chiamiamo Dipartimento di Pace. Io sono stato Ambasciatore
nell’Honduras, quando il Paese fu colpito dal più violento uragano che
abbia mai visto un territorio, di categoria 5. In quell’occasione
moltissimi paesi si sono mobilitati, sia dal punto di vista operativo
che con aiuti economici. Solamente il Congresso degli Stati Uniti
stanziò in quella occasione oltre 300 milioni di dollari. Ciò accade
quando una tragedia viene mostrata in televisione, suscitando le
emozioni della gente. Diverso è il caso di quelle tragedie che non
godono di altrettanta visibilità, come quelle delle quali si occupa l’AEREC.
È bene che ci siano istituzioni come l’Accademia che non aspettano
l’evento mediatico per intervenire ma che sono presenti ove ci sia
bisogno, lavorando silenziosamente ma con efficacia”.
Il Dott. Giacinto Cavalieri, Presidente del Distretto di Ancona
dell’AEREC, ha ricordato la serata da lui promossa nella sua città
come esempio di solidarietà fattiva. “Nel corso della Convocazione
Accademica di Ancona, Missione Futuro Onlus si è gemellata con altre
due Onlus, la ALITO e l’ANVAP. Quest’ultima, che opera prevalentemente
nelle favelas brasiliane tramite una congregazione di missionari, sta
portando avanti alcuni di quelli che noi chiamiamo ‘microprogetti’.
Durante la Cerimonia abbiamo raccolto dei fondi che ci hanno permesso
di portare a compimento un ‘microprogetto’ che consiste
nell’installazione di un forno industriale. Tale forno servirà a
produrre il pane per sfamare alcune famiglie ma dovrà anche dare vita
ad una produzione commerciale. Per questo microprogetto, infatti, è
stata richiesta la restituzione del denaro, come una sorta di impegno
morale da parte della gente delle favelas, di utilizzare le risorse
loro offerte lavorando per lo sviluppo. Sempre con il denaro raccolto
alla Cerimonia di Ancona, inoltre, siamo riusciti ad avviare un altro
microprogetto, che consisteva nell’acquistare i banchi e le sedie per
una scuola che ne era sprovvista. Insomma, l’AEREC ci ha consentito
nell’arco di una serata di portare a termine due microprogetti. E
altri ne abbiamo in cantiere, non solamente in Africa”.
Molta emozione tra i presenti ha suscitato l’intervento di Maria
Teresa Ruta, la nota giornalista ed intrattenitrice televisiva,
che ha riportato alcune esperienze personali, che qui non riferiamo
per sua espressa volontà, nel campo del volontariato. Prima di tutto,
però, ha voluto ringraziare l’AEREC per averla accolta nel novero
degli Accademici ed ha voluto poi rispondere al Presidente Cavalieri,
che le sollecitava un impegno televisivo a favore delle iniziative
umanitarie. Rievocando l’episodio di un reportage del giornalista
Piero Badaloni sui ragazzi delle favelas brasiliani, poi uccisi
per aver denunciato le loro condizioni al mondo attraverso la
televisione, Maria Teresa Ruta ha dichiarato: “Non credo ci sia più
bisogno della televisione per denunciare che c’è la povertà nel mondo,
perché anche se noi viviamo da un’altra parte del mondo ne siamo
perfettamente consapevoli. Forse la televisione può fare qualcosa ma
ancora più possiamo fare noi nel nostro piccolo”. La giornalista ha
quindi segnalato che tramite un’associazione della quale fa parte, sta
per partire il progetto “Una pappina per il Sudan”, che consiste nella
distribuzione nel Paese africano di un alimento composto da oli ed
elementi nutritivi molto importanti per quei bambini che, a causa del
loro stomaco provato dalla fame, non possono nutrirsi con gli stessi
alimenti che vengono consumati regolarmente in Occidente. Al progetto
è legata anche la pubblicazione di un libretto scritto dalla stessa
Ruta, dal titolo “Viva la Pappa!”, che potrà essere acquistato con una
libera offerta. “Attraverso la televisione”, ha concluso la
giornalista “io cerco di trasmettere un messaggio di pace, di
serenità, di solidarietà, di amicizia e di fratellanza; oggi so che
insieme all’AEREC potrò fare molto di più”.
Agli applausi di tutti i presenti, si è unito quello del Presidente
Carpintieri il quale ha annunciato di voler acquistare, a nome
dell’Accademia, 100 copie del volume, dando così pieno appoggio alla
lodevole iniziativa.
Conclusa la Cerimonia, la serata è proseguita con la tradizionale Cena
di Gala allietata, com’è consuetudine, dalle note del musicista
Fabio Abbate ma anche dall’esibizione dell’artista Robert
Steiner, che segue sempre da vicino le attività dell’AEREC e che
per l’occasione ha eseguito alcune celebri melodie della canzone
napoletana ed internazionale accompagnandosi al piano del Maestro
Fabio Centanni.
L’ultimo intervento del Presidente Carpintieri lo ha visto salutare e
ringraziare tutti quegli Accademici che, nonostante i numerosi impegni
professionali e la lontananza logistica, intervengono regolarmente
alle Convocazioni Accademiche dell’AEREC: oltre ai già citati
Presidenti di Distretto, erano presenti i membri del Comitato
Direttivo Arch. Vicenzo Valenti e signora, la Dott.ssa Roma
Romualda Maciejevicz, il Marchese Celestino Stulle e gli
Accademici Roberto Corbucci, Marcello Cerri e signora,
Angelo Montalto, Francesco Carlo Ivaldi, Francesco
Calabrese, Sergio Marchi, il Gen. Marra, il
Colonnello Nicola Ieraci accompagnato da alcuni esponenti
dell’Arma dei Carabinieri e il figlio di Rocco Antonio Baglio,
in rappresentanza del padre, assente per motivi di salute. Il
Presidente Carpintieri ha infine salutato la presenza di Madame
Carmen Didier, una figura di spicco del mondo diplomatico, già
Consigliere del Presidente del Gabon, giunta appositamente da Parigi
per prendere parte all’evento.
Il commiato è stato affidato alle parole illuminate di Mons.
Vincenzo Di Muro il quale, dopo essersi congratulato con gli
insigniti, ha citato i versi di un’antica icona bizantina – “Diventa
ciò che sei” – per ricordare che tutti noi nasciamo buoni, altruisti,
cristiani ma dobbiamo poi vivere pienamente ciò che siamo. “’Diventa
ciò che sei’” – ha detto Mons. Di Muro “non è soltanto un’esortazione
ma una via per essere felici”. |