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Dai temi legati all’imprenditoria italiana a quelli della solidarietà,
dalla internazionalizzazione delle aziende alla figura di Giovanni
Paolo II, fino all’economia nei paesi in via di sviluppo. Una giornata
assai intensa di argomenti e di eventi, quella del 29 aprile scorso,
quando la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati gentilmente
messa a disposizione dell’AEREC dal Presidente Pierferdinando Casini
ha ospitato una nuova Convocazione Accademica che ha registrato
ancora una volta una fortissima partecipazione di pubblico ed ospiti.
Presentata, nella sua prima parte, dal Dott. Giacinto Cavalieri,
Presidente del Distretto AEREC di Ancona, la Convocazione si è
aperta come tradizione con l’insediamento del Senato Accademico,
formato dal Presidente Dott. Ernesto Carpintieri, dalla Presidente
di Missione Futuro Onlus Carmen Seidel, da Mons. Vittorio Formenti
della Segreteria di Stato Vaticana, dal Prelato d’Onore di Sua Santità
Mons. Vincenzo Di Muro, dall’Ambasciatore del Sultanato dell’Oman
in Italia S.E. Yaya Abdullah Salim Al Araimi e dall’Ambasciatore
dell’Algeria in Italia S.E. Moktar Reguieg.
Dopo un primo saluto del Presidente Carpintieri, il primo a prendere
la parola è stato l’Arch. Vincenzo Valenti, membro del Comitato
Direttivo dell’AEREC ma anche una delle figure più attive
ed autorevoli che annovera la Commissione Affari Internazionali
dell’AEREC. Ed è stata proprio l’attività di quest’ultima
al centro del suo intervento, teso a sottolineare come “questa componente
di attività dell’AEREC stia crescendo, si stia sviluppando
e creando una rete di contatti sempre più ampia e solida.
Ci piace, inoltre, evidenziare come l’attività della Commissione
Affari Internazionali porti in se un valore molto legato alle finalità
alte dell’Accademia perché riteniamo che il processo di pace
di cui i paesi e le comunità internazionali hanno bisogno
sempre di più debba essere supportato q uotidianamente
anche da un sistema di relazioni internazionali tra Paesi, individui,
comunità, associazioni. Un processo di pace, infatti, avviene
anche nel processo di costruzione di uno sviluppo comune e condiviso
che non escluda nessuno. Anche recependo i nuovi messaggi ecumenici
ed universali che ormai quotidianamente lancia Papa Ratzinger, si
comprende che i segnali sono forti in questa direzione”.
“In questa attività noi riteniamo che l’Italia e l’Europa
abbiano un ruolo importante, nei confronti ad esempio di ciò
che sta accadendo in Asia, in Africa, in Sudamerica, ovunque ci
siano paesi che stanno cercando di costruirsi una presenza nella
comunità internazionale. A queste sfide partecipano non solo
i politici e i diplomatici ma anche quelle altre componenti che
portano avanti le linee economiche di un Paese, ovvero le imprese,
gli imprenditori, le associazioni. Tutti devono offrire il loro
contributo sia agli alti obiettivi sociali e nello stesso tempo
contribuire ad una crescita economica comune. Ecco quindi il ruolo
della Commissione Affari Internazionali dell’AEREC che opera già
da diverso tempo e che ha organizzato conferenze, incontri e seminari
e che ora sta promuovendo missioni in vari Paesi portando gli imprenditori
a confrontarsi con le varie realtà con società ed
operatori di questi paesi per verificare opportunità di iniziative
comuni. Le iniziative svolte in tal senso sono state ad altissimo
livello, abbiamo presentato le opportunità economiche ed
imprenditoriali in Oman, Marocco, Mauritania, Costa d’Avorio, Tunisia,
India. I nostri programmi sono di estendere la nostra operatività
ad altri Paesi, come la Cina che insieme all’India è un Paese
con i quali l’Europa deve rapportarsi sia sul piano della competitività
che creando una prospettiva di interesse per sviluppi e cooperazione
nei vari campi. Secondo l’opinione della nostra Commissione, infatti,
la nostra imprenditoria non deve avere posizioni di chiusura nei
confronti di queste presenze di carattere internazionale, pensando
che esse possono solo creare problemi al sistema delle relazioni
economiche, ma piuttosto accettare la sfida e vedere quali sono
i canali affinché tali Paesi possano portare nuove opportunità
anche alla crescita dell’Italia e dell’Europa.”
“Concludo rivolgendo un forte invito a chi oggi si accinge ad entrare
nell’AEREC a portare il proprio contributo all’attività della
Commissione che non può che avere giovamento da nuovi impulsi
e da un’attiva partecipazione di tutti gli Accademici”.
Dopo una lunga parentesi caratterizzata dagli interessanti e
qualificati interventi sull’economia etica, che riportiamo a parte
in questo giornale, si è passati ad affrontare i temi della
solidarietà, che l’Accademia porta avanti attraverso l’azione
della Onlus Missione Futuro, presieduta da Carmen Seidel. Ad esporre
le importanti iniziative promosse dall’AEREC in tal senso è
stato il Dott. Vincenzo Mallamaci, Presidente del Distretto AEREC
di Salerno ma anche coordinatore nazionale dei medici volontari
chiamati a dare il proprio contributo umano e professionale alle
iniziative di Missione Futuro Onlus.
Il Dott. Mallamaci ha ricordato, alla luce di esperienze personali
sia in seno a Missione Futuro Onlus che in seno alle associazioni
di medici dei quali fa parte, le condizioni sanitarie drammatiche
nelle quali si trovano la maggior parte delle popolazioni del continente
africano “Paesi nei quali i medici devono operare in sale operatorie
fatiscenti senza garanzie igieniche, nei quali chi ha i soldi per
pagarsi l’assistenza sanitaria può sopravvivere e chi non
ce li ha muore, dove oltre l’80% della popolazione non ha nulla
e il 20% ha tutto, forse più di quello che dovrebbe avere.
Noi abbiamo l’obbligo di fare qualcosa e quando dico qualcosa non
penso solo ai grandi progetti avviati dai Paesi ‘ricchi’. E non
si tratta solo di mobilitare la classe medica. L’imprenditorialità,
per esempio in campo sanitario, è importante e necessaria
nei paesi africani; come ad esempio nella gestione delle industrie
farmaceutiche. Dovete sapere che molti dei farmaci che arrivano
in Africa dai Paesi civilizzati sono sottodosati e molto cari; se
si potesse produrli sul posto si potrebbero avere farmaci correttamente
dosati e ad un costo minore, coinvolgendo gli operatori locali e
rispettando quella che è la predisposizione naturale del
popolo africano che non è la stessa di quella degli occidentali.
E poi è importante la formazione, così come è
importante riuscire a portare qui, nei nostri ospedali, i casi più
drammatici tra i bambini. Per questo dobbiamo anche ringraziare
il lavoro dei nostri Ambasciatori, senza i quali questo tipo di
iniziative non riuscirebbero.”
“A proposito dello slogan dell’AEREC ‘fare del bene facendosi del
bene’ – ha concluso il Dott. Mallamaci – “voglio sottolineare come
a prescindere dalle attività economiche, facendo del bene
si diventa persone migliori in tutti sensi, si diventa più
forti, gli anticorpi crescono. Le persone aperte, quelle che vanno
incontro alla società, che si chinano davanti all’umile e
al povero, acquisiscono la forza di andare avanti e il potere di
sentirsi uomini. Perché in fin dei conti, con tutto il rispetto
per i grandi uomini, le grandi menti, quello che rimane è
sempre l’uomo e le sue domande su cosa ha fatto per gli altri oltre
che per se stesso.”
Nel ringraziare il Dott. Mallamaci del suo intervento, il Presidente
Carpintieri ha evidenziato come l’Accademia si compiace di avere
tra i propri membri degli uomini, come lui, che sanno trasmettere
passione ed amore, “la prima grande ricchezza della nostra istituzione.”
Passione ed amore che albergano certamente anche nel cuore nei nuovi
Accademici che sono stati accolti nell’Accademia in occasione della
Convocazione del 29 aprile e i cui profili sono stati illustrati
alla platea dal Dott. Flaminio Valseriati, Vice Presidente del Distretto
AEREC di Brescia. E che muovono il lavoro quotidiano degli Ambasciatori,
quali quelli che l’Accademia ha avuto l’onore di ospitare nella
circostanza e che hanno entrambi voluto rendere omaggio all’attività
dell’Accademia – “una iniziativa molto nobile e molto valida” nelle
parole dell’Ambasciatore dell’Algeria e ulteriore espressione del
ruolo che già svolge l’Italia “un ruolo privilegiato di ponte
tra l’Europa e il Medio Oriente”, come ha ricordato l’Ambasciatore
del Sultanato dell’Oman, compiacendosi anche del lavoro comune svolto
in questi mesi tra la sua missione diplomatica e l’AEREC.
A poche settimane dalla scomparsa di Papa Giovanni Paolo II non
poteva quindi mancare un appassionato ricordo del Pontefice che
tanto ha lavorato per la pace e per la solidarietà tra i
popoli. Ad evocarne la figura è stato Mons. Vittorio Formenti
della Segreteria di Stato Vaticana, che ha innanzitutto ringraziato
il Signore “per avere vissuto 25
anni accanto a lui. Di Papa Woityla, in queste ultime settimane
e prima ancora negli anni è stato scritto di tutto ma io
vorrei qui sottolineare un aspetto: la sua grande attenzione nei
confronti dell’uomo. Due sono le immagini che più di altre
serbo nella mia mente e nel mio cuore: nel 1986 durante il viaggio
in Bolivia, quando dopo avere ascoltato il discorso drammatico di
un minatore disoccupato, che gli ha esposto la tragica situazione
della sua categoria, alla fine ha messo sulla testa il suo casco.
E due anni dopo in Brasile, quando si intrattenne a parlare con
i bambini della strada. La grande antropologia di Giovanni Paolo
II la si intravede soprattutto nei suoi grandi discorsi, come quelli
che faceva ogni anno alla presenza di tutti gli Ambasciatori. Un’antropologia
tesa ad andare incontro all’uomo sofferente.”
“A voi nuovi Accademici, per concludere, vorrei citare una frase
di Baden Powell che risale a quando è stato fondato lo scoutismo,
agli inizi del 900: ‘lasciate il mondo migliore di come lo avete
trovato’.”
La Convocazione Accademica della Camera dei Deputati si è
quindi conclusa con un riconoscimento speciale all’Accademico Annibale
Todesca, un italiano che si è molti distinto negli Stati
Uniti per intraprendenza e capacità di inserirsi professionalmente
in una grande Paese e nello stesso tempo promuovere la grande tradizione
della gastronomia e quindi della cultura italiana.
Degna conclusione della giornata, una Cena di Gala ospitata dai
saloni di Palazzo Barberini, sede del Circolo degli Ufficiali delle
Forze Armate, la cui gloriosa storia è stata illustrata brevemente
ma con dovizia di gustosi particolari da parte del Generale Pietro
Da Vite. Qui l’Accademia ha ricevuto la gradita visita dell’Ambasciatore
della Costa d’Avorio presso la Santa Sede Kouamé Ben Jamin
Konzo e del Vice Ambasciatore dell’India in Italia, Ministro Gurjit
Singh. Al termine di una Cena allietata dalle applaudite esibizioni
di alcuni artisti di grande valore che sostengono la causa dell’Accademia
– i cantanti Anna Vinci e Robert Steiner, ottimamente supportati
da Fabio Abbate, il Presidente Carpintieri ha voluto salutare per
l’ultima volta i convenuti, ribadendo il ruolo sempre più
incisivo che l’Accademia sta svolgendo sia nell’ambito delle relazioni
internazionali che dell’azione umanitaria, dando poi appuntamento
a luglio, per il tradizionale “Academy Day” che consentirà
a tutti gli Accademici di consolidare un legame che già unisce
con successo oltre cinquecento illustri rappresentanti del mondo
professionale, imprenditoriale, culturale, politico, imprenditoriale,
accademico, militare e religioso in Italia e all’estero.
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