Convocazioni Accademiche

Uno sviluppo comune e condiviso nella pace tra i popoli del mondo

Roma, Sala del Cenacolo - Camera dei Deputati- 29 aprile 2005

 

Dai temi legati all’imprenditoria italiana a quelli della solidarietà, dalla internazionalizzazione delle aziende alla figura di Giovanni Paolo II, fino all’economia nei paesi in via di sviluppo. Una giornata assai intensa di argomenti e di eventi, quella del 29 aprile scorso, quando la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati gentilmente messa a disposizione dell’AEREC dal Presidente Pierferdinando Casini ha ospitato una nuova Convocazione Accademica che ha registrato ancora una volta una fortissima partecipazione di pubblico ed ospiti.

Presentata, nella sua prima parte, dal Dott. Giacinto Cavalieri, Presidente del Distretto AEREC di Ancona, la Convocazione si è aperta come tradizione con l’insediamento del Senato Accademico, formato dal Presidente Dott. Ernesto Carpintieri, dalla Presidente di Missione Futuro Onlus Carmen Seidel, da Mons. Vittorio Formenti della Segreteria di Stato Vaticana, dal Prelato d’Onore di Sua Santità Mons. Vincenzo Di Muro, dall’Ambasciatore del Sultanato dell’Oman in Italia S.E. Yaya Abdullah Salim Al Araimi e dall’Ambasciatore dell’Algeria in Italia S.E. Moktar Reguieg.

Dopo un primo saluto del Presidente Carpintieri, il primo a prendere la parola è stato l’Arch. Vincenzo Valenti, membro del Comitato Direttivo dell’AEREC ma anche una delle figure più attive ed autorevoli che annovera la Commissione Affari Internazionali dell’AEREC. Ed è stata proprio l’attività di quest’ultima al centro del suo intervento, teso a sottolineare come “questa componente di attività dell’AEREC stia crescendo, si stia sviluppando e creando una rete di contatti sempre più ampia e solida. Ci piace, inoltre, evidenziare come l’attività della Commissione Affari Internazionali porti in se un valore molto legato alle finalità alte dell’Accademia perché riteniamo che il processo di pace di cui i paesi e le comunità internazionali hanno bisogno sempre di più debba essere supportato quotidianamente anche da un sistema di relazioni internazionali tra Paesi, individui, comunità, associazioni. Un processo di pace, infatti, avviene anche nel processo di costruzione di uno sviluppo comune e condiviso che non escluda nessuno. Anche recependo i nuovi messaggi ecumenici ed universali che ormai quotidianamente lancia Papa Ratzinger, si comprende che i segnali sono forti in questa direzione”.
“In questa attività noi riteniamo che l’Italia e l’Europa abbiano un ruolo importante, nei confronti ad esempio di ciò che sta accadendo in Asia, in Africa, in Sudamerica, ovunque ci siano paesi che stanno cercando di costruirsi una presenza nella comunità internazionale. A queste sfide partecipano non solo i politici e i diplomatici ma anche quelle altre componenti che portano avanti le linee economiche di un Paese, ovvero le imprese, gli imprenditori, le associazioni. Tutti devono offrire il loro contributo sia agli alti obiettivi sociali e nello stesso tempo contribuire ad una crescita economica comune. Ecco quindi il ruolo della Commissione Affari Internazionali dell’AEREC che opera già da diverso tempo e che ha organizzato conferenze, incontri e seminari e che ora sta promuovendo missioni in vari Paesi portando gli imprenditori a confrontarsi con le varie realtà con società ed operatori di questi paesi per verificare opportunità di iniziative comuni. Le iniziative svolte in tal senso sono state ad altissimo livello, abbiamo presentato le opportunità economiche ed imprenditoriali in Oman, Marocco, Mauritania, Costa d’Avorio, Tunisia, India. I nostri programmi sono di estendere la nostra operatività ad altri Paesi, come la Cina che insieme all’India è un Paese con i quali l’Europa deve rapportarsi sia sul piano della competitività che creando una prospettiva di interesse per sviluppi e cooperazione nei vari campi. Secondo l’opinione della nostra Commissione, infatti, la nostra imprenditoria non deve avere posizioni di chiusura nei confronti di queste presenze di carattere internazionale, pensando che esse possono solo creare problemi al sistema delle relazioni economiche, ma piuttosto accettare la sfida e vedere quali sono i canali affinché tali Paesi possano portare nuove opportunità anche alla crescita dell’Italia e dell’Europa.”
“Concludo rivolgendo un forte invito a chi oggi si accinge ad entrare nell’AEREC a portare il proprio contributo all’attività della Commissione che non può che avere giovamento da nuovi impulsi e da un’attiva partecipazione di tutti gli Accademici”.

Dopo una lunga parentesi caratterizzata dagli interessanti e qualificati interventi sull’economia etica, che riportiamo a parte in questo giornale, si è passati ad affrontare i temi della solidarietà, che l’Accademia porta avanti attraverso l’azione della Onlus Missione Futuro, presieduta da Carmen Seidel. Ad esporre le importanti iniziative promosse dall’AEREC in tal senso è stato il Dott. Vincenzo Mallamaci, Presidente del Distretto AEREC di Salerno ma anche coordinatore nazionale dei medici volontari chiamati a dare il proprio contributo umano e professionale alle iniziative di Missione Futuro Onlus.

Il Dott. Mallamaci ha ricordato, alla luce di esperienze personali sia in seno a Missione Futuro Onlus che in seno alle associazioni di medici dei quali fa parte, le condizioni sanitarie drammatiche nelle quali si trovano la maggior parte delle popolazioni del continente africano “Paesi nei quali i medici devono operare in sale operatorie fatiscenti senza garanzie igieniche, nei quali chi ha i soldi per pagarsi l’assistenza sanitaria può sopravvivere e chi non ce li ha muore, dove oltre l’80% della popolazione non ha nulla e il 20% ha tutto, forse più di quello che dovrebbe avere. Noi abbiamo l’obbligo di fare qualcosa e quando dico qualcosa non penso solo ai grandi progetti avviati dai Paesi ‘ricchi’. E non si tratta solo di mobilitare la classe medica. L’imprenditorialità, per esempio in campo sanitario, è importante e necessaria nei paesi africani; come ad esempio nella gestione delle industrie farmaceutiche. Dovete sapere che molti dei farmaci che arrivano in Africa dai Paesi civilizzati sono sottodosati e molto cari; se si potesse produrli sul posto si potrebbero avere farmaci correttamente dosati e ad un costo minore, coinvolgendo gli operatori locali e rispettando quella che è la predisposizione naturale del popolo africano che non è la stessa di quella degli occidentali. E poi è importante la formazione, così come è importante riuscire a portare qui, nei nostri ospedali, i casi più drammatici tra i bambini. Per questo dobbiamo anche ringraziare il lavoro dei nostri Ambasciatori, senza i quali questo tipo di iniziative non riuscirebbero.”
“A proposito dello slogan dell’AEREC ‘fare del bene facendosi del bene’ – ha concluso il Dott. Mallamaci – “voglio sottolineare come a prescindere dalle attività economiche, facendo del bene si diventa persone migliori in tutti sensi, si diventa più forti, gli anticorpi crescono. Le persone aperte, quelle che vanno incontro alla società, che si chinano davanti all’umile e al povero, acquisiscono la forza di andare avanti e il potere di sentirsi uomini. Perché in fin dei conti, con tutto il rispetto per i grandi uomini, le grandi menti, quello che rimane è sempre l’uomo e le sue domande su cosa ha fatto per gli altri oltre che per se stesso.”
Nel ringraziare il Dott. Mallamaci del suo intervento, il Presidente Carpintieri ha evidenziato come l’Accademia si compiace di avere tra i propri membri degli uomini, come lui, che sanno trasmettere passione ed amore, “la prima grande ricchezza della nostra istituzione.”
Passione ed amore che albergano certamente anche nel cuore nei nuovi Accademici che sono stati accolti nell’Accademia in occasione della Convocazione del 29 aprile e i cui profili sono stati illustrati alla platea dal Dott. Flaminio Valseriati, Vice Presidente del Distretto AEREC di Brescia. E che muovono il lavoro quotidiano degli Ambasciatori, quali quelli che l’Accademia ha avuto l’onore di ospitare nella circostanza e che hanno entrambi voluto rendere omaggio all’attività dell’Accademia – “una iniziativa molto nobile e molto valida” nelle parole dell’Ambasciatore dell’Algeria e ulteriore espressione del ruolo che già svolge l’Italia “un ruolo privilegiato di ponte tra l’Europa e il Medio Oriente”, come ha ricordato l’Ambasciatore del Sultanato dell’Oman, compiacendosi anche del lavoro comune svolto in questi mesi tra la sua missione diplomatica e l’AEREC.
A poche settimane dalla scomparsa di Papa Giovanni Paolo II non poteva quindi mancare un appassionato ricordo del Pontefice che tanto ha lavorato per la pace e per la solidarietà tra i popoli. Ad evocarne la figura è stato Mons. Vittorio Formenti della Segreteria di Stato Vaticana, che ha innanzitutto ringraziato il Signore “per avere vissuto 25 anni accanto a lui. Di Papa Woityla, in queste ultime settimane e prima ancora negli anni è stato scritto di tutto ma io vorrei qui sottolineare un aspetto: la sua grande attenzione nei confronti dell’uomo. Due sono le immagini che più di altre serbo nella mia mente e nel mio cuore: nel 1986 durante il viaggio in Bolivia, quando dopo avere ascoltato il discorso drammatico di un minatore disoccupato, che gli ha esposto la tragica situazione della sua categoria, alla fine ha messo sulla testa il suo casco. E due anni dopo in Brasile, quando si intrattenne a parlare con i bambini della strada. La grande antropologia di Giovanni Paolo II la si intravede soprattutto nei suoi grandi discorsi, come quelli che faceva ogni anno alla presenza di tutti gli Ambasciatori. Un’antropologia tesa ad andare incontro all’uomo sofferente.”
“A voi nuovi Accademici, per concludere, vorrei citare una frase di Baden Powell che risale a quando è stato fondato lo scoutismo, agli inizi del 900: ‘lasciate il mondo migliore di come lo avete trovato’.”

La Convocazione Accademica della Camera dei Deputati si è quindi conclusa con un riconoscimento speciale all’Accademico Annibale Todesca, un italiano che si è molti distinto negli Stati Uniti per intraprendenza e capacità di inserirsi professionalmente in una grande Paese e nello stesso tempo promuovere la grande tradizione della gastronomia e quindi della cultura italiana.

Degna conclusione della giornata, una Cena di Gala ospitata dai saloni di Palazzo Barberini, sede del Circolo degli Ufficiali delle Forze Armate, la cui gloriosa storia è stata illustrata brevemente ma con dovizia di gustosi particolari da parte del Generale Pietro Da Vite. Qui l’Accademia ha ricevuto la gradita visita dell’Ambasciatore della Costa d’Avorio presso la Santa Sede Kouamé Ben Jamin Konzo e del Vice Ambasciatore dell’India in Italia, Ministro Gurjit Singh. Al termine di una Cena allietata dalle applaudite esibizioni di alcuni artisti di grande valore che sostengono la causa dell’Accademia – i cantanti Anna Vinci e Robert Steiner, ottimamente supportati da Fabio Abbate, il Presidente Carpintieri ha voluto salutare per l’ultima volta i convenuti, ribadendo il ruolo sempre più incisivo che l’Accademia sta svolgendo sia nell’ambito delle relazioni internazionali che dell’azione umanitaria, dando poi appuntamento a luglio, per il tradizionale “Academy Day” che consentirà a tutti gli Accademici di consolidare un legame che già unisce con successo oltre cinquecento illustri rappresentanti del mondo professionale, imprenditoriale, culturale, politico, imprenditoriale, accademico, militare e religioso in Italia e all’estero.


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