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Accademiche |
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L’Academy Day 2005 ha visto la partecipazione
del Ministro della Giustizia Castelli
Le istituzioni
incoraggiano l’Accademia a proseguire il lavoro intrapreso
-8 Luglio 2005 |
L’edizione
2005 dell’Academy Day, l’ormai tradizionale appuntamento annuale
promosso dall’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali,
si è svolta in unica giornata, quella dell’8 luglio, con
un programma ricco di iniziative che hanno visto una partecipazione
alta e sentita da parte degli Accademici, nonché delle autorità
che hanno voluto rendere omaggio ad una istituzione che si sta segnalando
sempre di più per dinamismo e determinazione nell’inseguire
gli obiettivi che si è prefissa. Tra questi obiettivi ci
sono la promozione e la difesa dei più alti valori umani
ed è in questa chiave che va letta l’iniziativa che ha aperto
l’Academy D ay,
nella mattinata dell’8 luglio, e che si è svolta presso l’Istituto
Superiore della Polizia di Stato, presso il cui Sacrario la Presidenza
dell’AEREC ha voluto deporre una Corona d’Alloro a ricordo di quanti,
e sono moltissimi, hanno dato la vita per preservare la nostra.Un
gesto che è stato molto apprezzato dal Capo della Polizia,
il Prefetto Gianni De Gennaro e dal Direttore dell’Istituto Superiore
della Polizia di Stato, il Prefetto Mario Esposito che ha voluto
personalmente e calorosamente accogliere la Presidenza – presenti
il Presidente Ernesto Carpintieri e la Vicepresidente Carmen Seidel
e la Delegazione dell’AEREC presso l’Istituto - predisponendo un
Cerimoniale che ha colpito molto i presenti per la sua semplicità
che era ricca però di genuina emozione.
Un rito breve ma commovente in un luogo carico di significati quale
il Sacrario nel quale sono ricordati i nomi di tutti coloro che
fin da quando fu istituito l’organo della Polizia di Stato sono
caduti nell’adempimento del proprio dovere.
Una emozione, quella vissuta all’interno del Sacrario, che ha accompagnato
i presenti per tutta la mattinata, nel corso del ricevimento offerto
dalla Polizia durante la quale il Prefetto Esposito ha voluto ringraziare
l’AEREC, anche a nome del Capo della Polizia del gesto promosso
dalla nostra istituzione, con la consegna di una Targa ricordo.
A sua volta il Presidente Carpintieri, facendo dono al Prefetto
Esposito del Collare Accademico dell’AEREC, ha manifestato con un
breve discorso il sentimento di gratitudine che ci lega tutti a
coloro che hanno offerto quanto c’è di più prezioso,
la vita, per la sicurezza e la serenità della comunità.
“Troppo spesso in televisione si sente dire che uno o più
agenti della Polizia hanno ‘perso la vita’. Io non credo che in
questi casi si possa parlare di perdere la vita. La vita la perde
chi non fa nulla, chi passa il tempo ad occuparsi di cose di poco
conto. Chi muore per difenderci ha, piuttosto, ben speso la propria
vita, investendola per il bene comune. Noi abbiamo quindi il dovere
di pregare per le anime dei caduti delle forze dell’ordine e sono
certo che oggi le anime che aleggiano nel Sacrario avranno sentito
la nostra emozione e la nostra gratitudine”.
Dopo aver ricordato la figura di Nicola Calipari, ultimo in ordine
di tempo di una purtroppo lunga serie di servitori dello Stato morti
in servizio, il Presidente Carpintieri ha aggiunto: “Io credo che
non si commemorino abbastanza le forze dell’ordine e credo che ogni
uomo delle forze dell’ordine che muore meriti un funerale di Stato
perché è morto per la Patria”.
Nel dichiararsi colpito dalla “vivacità della vostra istituzione,
fatta di gente che lavora e che rappresenta veramente il nostro
Paese”, il Prefetto Esposito, al momento del congedo e riferendosi
alla splendida struttura che ha ospitato la delegazione ha concluso:
“Voglio che da oggi questa sia casa vostra e ciò perché
anche voi siete come noi, anche voi svolgete una missione, voi che
oggi con il vostro gesto avete voluto apprezzare i servitori dello
Stato significa che voi stessi vi sentite tali.”
Del Convegno sulla internazionalizzazione delle aziende promosso
dalla Commissione Affari Internazionali dell’AEREC e svoltosi nel
pomeriggio presso la Sala delle Conferenze della Camera dei Deputati,
riferiamo in altra parte del giornale.
Il momento conclusivo della giornata è stato riservato quindi
alla Convocazione Accademica Nazionale dell’AEREC, nell’occasione
ospitata dagli splendidi saloni di Palazzo Brancaccio e con un ospite
d’eccezione, il Ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli.
Il Ministro ha volentieri presieduto a quello che è considerato
il momento ‘clou’ dell’Academy Day, quello che segna l’ingresso
nell’Accademia di nuovi membri che vanno ad arricchire un consesso
sempre più riconosciuto per le alte qualità che ne
sottendono l’attività. Con lui e con la moglie Sara Fumagalli
hanno salutato i nuovi Accademici Mons. Vittorio Formenti della
Segreteria di Stato Vaticana, il Vice Ambasciatore dell’India in
Italia, Ministro Gurjit Singh, l’Ambasciatore del Sultanato dell’Oman
in Italia S.E. Yaya Abdullah Salim Al Araimi e le Principesse Irina
Strozzi e Josephine Borghese, introdotti dal Cerimoniere, l’Avv.
Flaminio Valseriati, Vice Presidente del Distretto AEREC di Brescia.
L’Avv. Valseriati ha evidenziato come l’AEREC abbia raggiunto ormai
“livelli di prestigio internazionale e riconoscimenti sempre più
importanti e l’odierno Academy Day ne è la conferma, visto
che ha saputo ancora una volta unire personaggi di spicco che si
adoperano in modo etico nel mondo professionale ed imprenditoriale
per cercare di migliorare le nostre comunità e quelle internazionali.”
Più articolata la presentazione dell’AEREC da parte del Presidente
Carpintieri che, oltre a riassumere la storia dell’Accademia e le
sue finalità, si è a lungo soffermato sull’attività
di quella che lui chiama “la costola umanitaria dell’Accademia”,
ovvero Missione Futuro Onlus, presieduta da Carmen Seidel. Annunciando,
al termine della sua presentazione, una importante novità:
“Proprio oggi, nel giorno dell’Academy Day che è la festa
dell’Accademia, fest eggiamo
il fatto che Missione Futuro da Onlus è diventata anche una
ONG, ovvero una Organizzazione Non Governativa. Un fatto molto importante
sia per ciò che ci consentirà di fare sia perché
è la prova di quanto di buono siamo riusciti a fare fino
ad oggi. Perché se siamo diventati ONG, vuol dire che il
Ministero degli Affari Esteri ha analizzato attentamente il nostro
operato e ci ha concesso un privilegio che solo le organizzazioni
più serie ed attive possono avere.”
“Questo traguardo, alla quale Carmen Seidel ha a lungo lavorato
e per il quale dobbiamo sentitamente ringraziare l’Accademico Avv.
Francesco Caputo, non poteva essere raggiunto però senza
la partecipazione di tutti i membri dell’Accademia che con la loro
generosità e fiducia nel nostro progetto hanno consentito
di realizzare tanti, importanti progetti umanitari, dal presidio
sanitario in Costa d’Avorio al mantenimento di un orfanotrofio in
Cameroun, solo per citare i più importanti”.
Di progetti umanitari e solidarietà si è parlato anche
a conclusione della Cerimonia di conferimento del titolo di Accademico
ad una ventina di personaggi di spicco del mondo imprenditoriale
e professionale italiano i cui profili, come consuetudine, sono
riportati nel Giornale dell’Accademia. A partire dall’intervento
di Sara Fumagalli, alla quale la Presidente di Missione Futuro Carmen
Seidel ha consegnato uno speciale riconoscimento per meriti di solidarietà.
Attiva da tempo nel volontariato, da due anni Sara Fumagalli tra
l’altro predispone e coordina il progetto “Guerrieri per la Pace”
in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero
della Difesa e il Contingente italiano di pace, volto all’assistenza
immediata, alla formazione tecnica e allo sviluppo nei paesi colpiti
dai conflitti, in particolare Iraq, Afghanistan e Sudan-Dafhur.
“Dal 2003 – ha raccontato la signora Fumagalli – “abbiamo compiuto
5 viaggi in Iraq e quest’anno a maggio siamo stati in Afghanistan
oltre ad essere impegnati su altri fronti per portare aiuti umanitari.
Io credo che l’assistenza a queste popolazioni sia essenziale in
una situazione di effettiva emergenza ma altrettanto importante
è promuovere attività di sviluppo. Attività
che attraverso progetti di formazione siano finalizzate a creare
situazioni di sempre minore dipendenza delle popolazioni alle quali
offriamo aiuto, secondo quella che è la nostra formula: aiutare
i popoli a casa loro, aiutarli ad aiutarsi.”
“Noi siamo sempre stati accolti benissimo in scenari che sono sicuramente
difficili – ha aggiunto Sara Fumagalli – “ma che oltre alle ombre
che siamo abituati a conoscere attraverso i media presentano anche
molte luci. Io mi sento un po’ imbarazzata a ricevere questo premio
così come gli altri che ho ricevuto, perché vengo
premiata per un lavoro che mi da una soddisfazione immensa. Quello
che io e gli altri volontari facciamo è reso possibile dall’aiuto
di moltissime persone che ci mettono a disposizione mezzi, apparecchiature
e quant’altro. Noi siamo convinti che la pace tra i popoli sia possibile
ma ciascuno con la propria identità, perché crediamo
fortemente nel valore della diversità e della identità
dei popoli e che ognuno debba essere sovrano a casa propria e rispettoso
a casa degli altri”
“Fare del bene è un nostro dovere” –
le ha fatto eco il Presidente Carpintieri – “e se facendo il nostro
dovere riceviamo dei premi, ben vengano i premi, perché ci
diano lo sprone a fare sempre di più e ad essere da esempio
per gli altri.”
Il Presidente ha quindi segnalato la presenza, alla Convocazione
Accademica, di un’altra persona attivamente presente in campo sociale,
Daniela Girardi Javarone, che nella sua veste di Presidente dell’Associazione
Milanese “Amici della Lirica” sponsorizza un gruppo che si chiama
“City Angels” e che è composto di volontari che dedicano
il proprio tempo agli emarginati della città di Milano.
“E a questo proposito, voglio dire che anche noi abbiamo i nostri
Angeli. Qui in sala abbiamo stasera tre amiche, che si chiamano
Annamaria, Ascienza e Mariella che tanto stanno facendo per noi,
soprattutto per l’orfanotrofio che abbiamo adottato in Cameroun.”
Il tema della solidarietà è stato anche al centro
dell’intervento del Ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli.
“Iniziative come la vostra” ha osservato il Ministro “non possono
che essere positive. Chi vi parla è una sorta di rarità
nelle istituzioni di questa Repubblica perché non è
usuale che un ministro resti in carica per così tanto tempo
– ce ne sono soltanto due che sono stati in carica più di
me nella Storia della Repubblica e solo tre in tutta la storia dell’Unità
d’Italia. Questo ha consentito a me e mia moglie di conoscere molte
persone e di intraprendere con alcune di loro un cammino legato
al mondo della solidarietà, un mondo che si regge e cammina
sulla volontà e sulla dedizione delle persone. Io credo che
i governi e le istituzioni possano fare molto ma non potrebbero
mai arrivare dove arrivano i volontari. Il mondo del volontariato,
per sua natura, è più efficiente perché ha
meno spese, è più elastico, ma soprattutto non si
deve confrontare con la burocrazia”.
“Mi piace molto il vostro motto: ‘fare del bene facendoci del bene’.
Vivendo accanto ad una moglie molto impegnata nel volontariato,
non posso non vivere anch’io questa esperienza che è fatta
di timori – specialmente quando lei si trova negli scenari più
drammatici – ma anche e soprattutto di entusiasmi che portano ad
un arricchimento. Insomma, facciamo del bene ma diventiamo migliori
anche noi.”
“Io sono impegnato attualmente su un fronte più arido sotto
il profilo delle emozioni e dei sentimenti, però sono contento
di aver aperto una strada e credo che quando questa mia avventura
finirà, sono certo che non perderò gli amici e le
amiche che ho incontrato legate al mondo del volontariato.”
Un messaggio di speranza è arrivato da Mons. Vittorio Formenti
della Segreteria di Stato Vaticana: “Io penso spesso a quella frase
che fu scoperta incisa su un muro nel campo di concentramento di
Aushwitz: ‘homo homini lupus’. Oggi si può pensare che si
tratti di cose del passato ma non è così. L’uomo,
purtroppo, continua ad essere lupo per l’altro uomo e quanto è
successo in questi giorni (il riferimento è ai tragici fatti
di Londra n.d.r.) ce lo conferma tragicamente. Dunque, dobbiamo
alimentare la speranza. Baden Powell, il fondatore dello scoutismo,
già nel 1908 affermava: ‘lasciate il mondo migliore di come
lo avete trovato’. E credo che questa sia la strada. La strada dello
scoprire che in fondo all’uomo c’è tanta cattiveria ma anche
tanta bontà. Nessuno nasce delinquente né santo, ma
santi o delinquenti si diventa. La Chiesta indica la strada della
santità che è quella della speranza, ciascuno deve
essere impegnato a coltivare il proprio orticello perché
nel proprio orticello spunti la speranza.”
Alcune osservazioni sulla giornata dell’Academy Day sono invece
giunte dal giornalista Rai Augusto Giordano che dopo essersi complimentato
con il Ministro Castelli (“un Ministro che nobilita la politica,
sapendo stare vicino alla gente e creare e costruire per il bene
della gente”) ha polemizzato con la sua categoria, rea di non occuparsi
a sufficienza delle iniziativa di alto valore sociale e ideale.
“Un gesto come quello di stamani – la deposizione della Corona d’Alloro
al Sacrario dell’Istituto Superiore della Polizia di Stato - avrebbe
dovuto essere seguito da tutte le televisioni ma i media considerano
un gesto del genere come retorico. E invece noi abbiamo bisogno
di partecipare a momenti così per far sentire quale amore,
quale sentimento esiste nei confronti di chi ha dato la vita anche
per noi.”
Di “rompere i recinti dell’indifferenza” ha parlato infine anche
il Presidente Carpintieri prima di intraprendere l’ultimo momento
ufficiale della Convocazione Accademica, l’annuncio che l’AEREC
ha accreditato presso di sé una iniziativa didattica di grande
valore, la Swiss International School of Management, rappresentata
dal suo Direttore, l’Accademico Massimiliano Bracalè.
Infine i saluti e i ringraziamenti agli Accademici presenti alla
Convocazione, a Vincenzo Valenti, a Francesco Pe trino,
Michelangelo Gebia, Pietro Coticoni, Marcello Cerri, Vincenzo Scarabeo,
Walter Violanti, Mario Andreoli, Catello Marra, Francesco Naviglio,
Giuseppe Falconieri, Luigi Rollo, Alfredo Curtotti, Massimiliano
Bracalè e la serata si è conclusa con le applauditissime
esibizioni di tre artisti intervenuti per rendere omaggio alla nostra
istituzione, sempre ottimamente supportati da Fabio Abbate: i “vecchi
amici” Anna Vinci e Robert Steiner e Harold Bradley, un cantante
soul di calibro internazionale che ha voluto anch’egli manifestare,
con la sua presenza, la sua adesione a quanto l’AEREC sta facendo
nel mondo e a quanto ancora intende fare per il bene di tutti.
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