Convocazioni Accademiche

Convocazione Accademica Nazionale
Roma, Casina Valadier, 16 dicembre 2005


Per la Convocazione Accademica di fine anno 2005, l’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali ha scelto una cornice d’eccezione: la Casina Valadier, nella romana Villa Borghese, che dalla fine della Prima Guerra Mondiale è stato il ritrovo di artisti, intellettuali e uomini politici di tutto il mondo e il cui album d’onore contiene gli autografi di personaggi celebri come il Mahatma Gandhi, Re Farouk, il compositore Strauss, Luigi Pirandello e molti altri.
Qui, il 16 dicembre si sono dati appuntamento numerosi Accademici giunti da ogni parte d’Italia insieme ad alcune insigni personalità del mondo culturale, professionale ed imprenditoriale italiano che si accingevano ad entrare nel novero di una istituzione che sta raccogliendo sempre più consensi a livello internazionale.


Ad aprire i lavori della giornata, una iniziativa culturale di alto profilo cui hanno aderito importanti esponenti del mondo medico e scientifico: il convegno sui  “Nuovi Paradigmi nella ricerca, prevenzione e terapia oncologica”, del quale riferiamo ampiamente in altra parte del giornale, ha catturato e mantenuto per tutto lo svolgimento l’interesse del numeroso pubblico presente, con interventi di natura diversa, provenienti da specialisti di chiara fama, concorrendo nell’insieme ad una trattazione esauriente e stimolante del tema prescelto.
Prima del Convegno, però, i saluti di Mons. Vittorio Formenti della Segreteria di Stato Vaticana, il quale ha dovuto abbandonare ben presto il consesso, a causa degli impegni ecclesiastici legati alle imminenti celebrazioni natalizie. E proprio sulla sacre festività, egli ha incentrato il suo intervento, o meglio sul più profondo significato del Natale, senza mancare di citare la figura indimenticabile di Papa Giovanni Paolo II.
“Nell’agosto del 2000, a Tor Vergata, il Santo Padre parlò a due milioni di giovani e tutti quanti noi ricordiamo con commozione quei momenti di grande intensità. In quella occasione, il Papa disse ai giovani che avrebbero dovuto fare attenzione ai cosiddetti falsi messianismi di speranza. Certamente Giovanni Paolo II si riferiva ai falsi messianismi che lui stesso aveva vissuto sulla propria pelle nel secolo scorso quando, prima sotto il nazismo e poi sotto il comunismo, aveva subito tante persecuzioni anche personali. Però il Papa voleva soprattutto mettere in guardia i giovani dai falsi messianismi che oggi potrebbero chiamarsi la sazietà, il benessere fine a se stesso. Ricordiamoci che il Natale è un momento di solidarietà, e il messianismo lo dobbiamo ancorare a una speranza. È la speranza che, nel Vangelo di Matteo viene affidata agli angeli, gli annunciatori che, sulla grotta di Betlemme, dicono ‘pace agli uomini di buona volontà’. Il termine pace è un termine che noi traduciamo dall'ebraico, ma in ebraico ha una pregnanza molto più intensa, si dice ‘Shalom’. Shalom per il pio ebreo è ciò che Dio può volere di bene per l'uomo, e se l'uomo è creatura di Dio, evidentemente, Dio per l'uomo può volere il massimo del bene. E allora un augurio di speranza ce lo scambiamo stasera. Voglio citarvi, a proposito, alcune semplici parole contenute in un messaggio in versi che ho ricevuto in questi giorni e che mi è sembrato molto bello. Il messaggio si conclude così: ‘se non puoi dare nient'altro a Natale dona un sorriso, ti sentirai felice’. Un sorriso non costa niente. È il sorriso di chi ha l'interiorità di questa Shalom, e sente che è un bene prezioso, che lo deve condividere. È quello che auguro a tutti voi dicendo Buon Natale.”
Più tardi, a conclusione della Cena di Gala che ha seguito la Convocazione Accademica, anche Mons. Vincenzo Di Muro, Prelato d’Onore di Sua Santità, sarebbe tornato a far riflettere i presenti sul senso più profondo del Natale, ma riallacciandosi agli interventi del convegno, durante il quale i relatori hanno voluto lanciare un messaggio di speranza sulla possibilità di trovare soluzioni scientifiche alla sofferenza ha aggiunto: “è giusto e nobile lavorare nella speranza di salvare completamente, in un futuro, la persona umana. Ma c’è un’attesa più alta, più nobile, che è quella del Salvatore, di colui che è capace di salvare da tutte le miserie, da tutto ciò che è umano, e quindi caduco.”
A conclusione del Convegno, che per la qualità degli interventi e per l’interesse che ha suscitato, entra di diritto negli annali delle iniziative più meritevoli promosse dall’Accademia  - grazie anche alla lungimiranza e alle intuizioni della sua promotrice, la Vice Presidente dell’AEREC Carmen Seidel -, il Presidente Ernesto Carpintieri ha voluto accogliere i nuovi Accademici in seno all’istituzione che ha fondato e che porta avanti ininterrottamente con grande dedizione. Non prima di aver ricordato i principi che sorreggono l’Accademia e le numerose iniziative delle quali si è fatto e si farà carico.
“Lo spessore e l’importanza del lavoro che abbiamo svolto fino ad oggi è sotto gli occhi di tutti, a partire da quelli dei responsabili delle istituzioni che ci hanno accordato fiducia e sostegno. Prova ne sia che stanno nascendo anche degli imitatori, dai quali naturalmente vi invito a guardarvi. Ciò detto, voglio ancora una volta sottolineare lo straordinario lavoro della Commissione Affari Internazionali che abbiamo creato da qualche anno e che sta diventando sempre di più un punto di riferimento importante per professionisti ed imprenditori che cercano nuove strade all’estero. L’ultima missione che abbiamo organizzato in India, dalla quale siamo tornati pochi giorni fa, ci ha dato una ulteriore prova che la strada che abbiamo intrapreso è giusta. Abbiamo puntato, infatti, su un paese che ha delle straordinarie potenzialità di investimento, con un costo del lavoro che è del 15% inferiore a quello della Cina con un rispetto dei diritti umani e sociali che in Cina è quasi inesistente, una cultura anglosassone che è compatibile con la nostra, una grande serietà e professionalità e un bacino di ben 150 milioni di persone che cominciano ad avere il potere d’acquisto.”
“Torno anche a ricordare, come ho fatto in molte occasioni, che l’AEREC ha istituito un osservatorio permanente sui bandi della Comunità Europea: che consentirà di colmare una grave lacuna per l’Italia che raramente riesce ad ottenere i congrui contributi che l’Europa mette a disposizione dei Paesi che ne fanno parte. Sono molto orgoglioso, a questo proposito, si annunciare che l’AEREC ha recentemente vinto un bando grazie al quale saremo in grado di promuovere e organizzare un importante convegno internazionale nel quale porteremo l’esperienza che l’Italia ha acquisito in ambito europeo a quei Paesi che sono entrati recentemente a far parte dell’Unione.”
“Il nostro Osservatorio è dunque oggi attivo nel monitorare, per conto delle aziende e dei professionisti a noi associati, i vari bandi che vengono promulgati dalla Comunità Europea, verificandone l’eleggibilità e raccordandoci con i progettisti che annoveriamo a Bruxelles, in grado di redigere i progetti nel rispetto di regole molto rigide e che richiedono quindi un’assistenza molto specializzata.”
L’ultima parte della prolusione del Presidente è stata dedicata, come di consueto, all’attività di Missione Futuro, il “braccio umanitario” dell’Accademia, da poco diventata una ONG (Organizzazione Non Governativa), ciò che le consentirà di operare all’estero con sempre maggiore incisività.
“Tutto ciò che ha fatto, sta facendo e farà Missione Futuro, è stato e sarà possibile grazie alle donazioni elargite dai nuovi Accademici. Grazie a loro, contiamo di concludere al più presto i lavori di costruzione del presidio sanitario in Costa d’Avorio e di poter proseguire a mantenere l’orfanotrofio che abbiamo adottato in Cameroun, per citare solamente le due iniziative più importanti da noi promosse”.
Il conferimento del titolo di Accademico si è svolto quindi secondo il solenne Cerimoniale, scandito dagli annunci del Vice Presidente del Distretto AEREC di Brescia Flaminio Valseriati, con un Senato Accademico che oltre al Presidente Carpintieri includeva la Vice Presidente e Presidente di Missione Futuro Ong Carmen Seidel, il Prelato d’Onore di Sua Santità Mons. Vincenzo Di Muro, l’Ambasciatore del Cameroun in Italia S.E. Michael Kima Tabong e l’Ambasciatore della Costa d’Avorio in Italia S.E. Richard Gbaka Zady.
Al termine della Cerimonia, alcuni riconoscimenti speciali. Il Senato Accademico dell’AEREC, nell’occasione, si è arricchito di due nuovi membri onorari nelle persone del Prof. Guido Crapanzano, Rettore dell’Istituto Internazionale di Scienza della Comunicazione dell’Università del Secondo Rinascimento di Milano e del Dott. Cesare Sassi, che dopo aver svolto per anni l’attività di manager in Italia per alcune primarie aziende si è trasferito negli Stati Uniti, a Miami, dove è riconosciuto oggi come una delle personalità più autorevoli ed  influenti della numerosa comunità italo-americana.
Il Premio AEREC alla Carriera per lo Spettacolo è stato quindi conferito ad Adriano Aragozzini, il più importante produttore italiano di eventi nel nostro paese e all’estero e il Premio Internazionale Italiani Operosi nel mondo ad Antonio Sigona, un top manager italiano da anni residente a Londra.
Due i premi alla Carriera per il Giornalismo: alla popolare conduttrice televisiva Daniela Rosati, per l’importante lavoro svolto a favore della divulgazione medica e scientifica e al Prof. Carlo Sartori, Presidente di RaiSat, per il contributo profuso nella rivoluzione in atto nel campo della comunicazione.
Un Premio Speciale per la Solidarietà, consegnato dalla Presidente di Missione Futuro ONG Carmen Seidel, è stato assegnato a Maria Luisa Rotatori, per il lavoro umanitario svolto in Costa d’Avorio.
In un breve discorso di ringraziamento, Maria Luisa Rotatori ha ricordato come in circa dieci anni di attività nel paese africano la sua organizzazione ha realizzato la Casa delle Suore delle Novizie, un asilo con una sala polivalente, un ospedale ed oggi si accinge a completare la costruzione di una chiesa e della “Casa dei Volontari”.
“Il mio sogno ora” – ha dichiarato – “è quello di poter anche alloggiare i ragazzi che vengono a studiare nella scuola e che attualmente sono ospitati dalle famiglie dei villaggi, dovendo anche dare un piccolo contributo economico per poter dormire e mangiare”.
L’importanza della solidarietà è stato anche al centro del saluto dell’Ambasciatore del Cameroun in Italia S.E. Michael Kima Tabong, che con i suoi 15 anni di permanenza nel nostro Paese è il decano dei diplomatici africani in Italia.
“In qualità di membro onorario dell’AEREC io sono spesso presente ai vari eventi promossi dall’Accademia ed ogni volta mi sento sempre molto onorato di figurare in un consesso così qualificato. Così come ogni volta non posso non ricordare il lavoro che l’AEREC e Carmen Seidel in particolare, sta svolgendo nel mio paese così come in quello del collega della Costa d’Avorio e che permetterà di salvare molte vite umane”.
Parole cui hanno fatto eco quelle dell’Ambasciatore S.E. Richard Gbaka Zady: il progetto in atto da parte di Missione Futuro nel suo Paese, “aiuterà soprattutto i bambini, contribuendo a riportare la speranza e la fiducia verso il futuro.”

Durante la Cena di Gala che ha fatto seguito alla Convocazione Accademica, vi sono state varie attestazioni di stima per l’Accademia da parte dei convenuti.

Tra le altre, quella del neo-membro onorario del Senato Accademico, Prof. Guido Crapanzano che ha manifestato la sua soddisfazione di fronte all’esistenza di “una istituzione che da un segno chiaro di qualità e di distinzione in un momento in cui l’informazione globalizzata non è più qualificata e verificabile.”
Ancora, sono intervenuti il Direttore del periodico “Il Denaro” Alfonso Ruffo, accolto in Accademia e il Comm. Mirulla, delegato per la provincia di Viterbo della Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche presieduta dal Ministro Giovanardi, auspicando un gemellaggio con l’AEREC dopodiché il Presidente Carpintieri ha voluto elencare e ringraziare tutti gli Accademici giunti da ogni parte d’Italia per essere presenti all’importante avvenimento: Mario Andreoli, Michele Bajetti, Germano Benincaso, Massimiliano Bracalè, Marcello Cerri, Pietro Coticoni, Stefano De Francesco, Luigi Della Bora, Danilo Dolci, Giuseppe Falconieri, Agostino Ferro, Alessandro Fortunati, Enrico Guarino, Augusto Giordano, Roma Romualda Maciejewicz, Bruno Magliocchetti, Ugo Mainolfi, Antonio Maunero, Edgardo Pesiri, Francesco Petrino, Franca Rossi, Lionello Salari, Vincenzo Scarabeo, Michele Scognamiglio, Roberto Tassinari (del quale ha ricordato la recente nomina a Delegato per l’Italia dal Presidente del Consorzio Euro-China), Flaminio Valseriati e Valter Violanti.
Da ricordare, infine, i momenti musicali, dai brani eseguiti da due artisti vicini all’Accademia come Anna Vinci e Robert Steiner, protagonisti anche di una appassionata versione di “O sole mio” in trio con Daniela Rosati all’esibizione della soprano neo-Accademica Letizia De Luca, che accompagnata al piano da Fabio Abbate, ha offerto la commovente “Ave Maria” di Schubert, esaltando il clima natalizio e solidale che ha caratterizzato l’intera giornata.


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