Progetto Macedonia

   News


PROGETTO MACEDONIA:
L’ITALIA IN PRIMO PIANO

di Giancarlo Simonetti

All’Assemblea Generale dell’AEREC è intervenuto il Dott. Giancarlo Simonetti, Presidente della Camera di Commercio Macedone in Italia, che ha presentato un importante progetto di collaborazione tra l’Accademia e l’istituzione da lui presieduta. Pubblichiamo un riassunto del suo intervento:

Innanzitutto, credo sia utile fornire un profilo geografico e politico del Paese, anche se sommario. La Macedonia è una Repubblica democratica parlamentare, resa tale da un Referendum popolare che si è svolto nel 1991 e che ha decretato l’indipendenza dalla ex Jugoslavia. La popolazione supera di poco i 2 milioni di abitanti per 25mila chilometri quadrati ed è costituita dal 70% di etnia macedone e dal 25% di etnia albanese (il resto comprende, tra le altre, l’etnia turca e i Rom). Politicamente, è governata da un tripartito che è paragonabile, nell’insieme, alla nostra socialdemocrazia e l’opposizione conta il 22% dei consensi. E’ strutturata per regioni confederate, sul modello statunitense. Culturalmente è più vicina all’Europa che non ai paesi orientali. E’ anche per questo che è auspicabile un sempre maggiore coinvolgimento di Paesi quali l’Italia, al risanamento dell’economia macedone. Senza contare che proprio recentemente, il 19 aprile scorso, la Macedonia è stata la prima nazione del sud est europeo ad aver firmato l’Accordo di Stabilizzazione ed Associazione con l’Unione Europea, in vista di quello che in futuro sarà l’inserimento nella Comunità.

Per la sua posizione strategica tra Occidente e Oriente, la Macedonia ricopre un ruolo importante dal punto di vista geopolitico e lo sarà sempre di più negli anni a venire. Certamente, dovrà prima completare il processo di risanamento che è molto complesso e richiederà ulteriori sacrifici ad una popolazione già estremamente provata. Va ricordato che quando Milosevic concedette l’indipendenza al paese, circa dieci anni fa, lo fece depredare di tutto ciò che potesse avere un valore e l’economia è divenuta essenzialmente agricola e che tra i progetti prioritari del Paese vi è quello di ricreare e rendere funzionale il servizio sanitario, che versa attualmente in una pessima situazione.

Dal punto di vista economico e commerciale, la Macedonia riceve importanti aiuti dalla Grecia, alla quale è legata da affinità etnico-culturali, e dalla Bulgaria. L’Italia importa attualmente diversi prodotti dal Paese che però arrivano tramite la Grecia o altri paesi perché gli imballaggi e il confezionamento non possono essere, per motivi economici, conformi alle norme CEE.

La Macedonia non ha una rappresentanza diplomatica in Italia, poiché non se lo può permettere: per dare un’idea della situazione economica, basti dire che un primario chirurgo guadagna il corrispettivo di 800.000 lire italiane e lo stipendio di un ministro non supera i quattro milioni. Dunque il Paese non è in condizioni di poter aprire ambasciate e si deve appoggiare ad organizzazioni alternative. Nel caso dell’Italia, l’unica iniziativa esistente è quella della Camera di Commercio macedone, da me presieduta, che darà la possibilità di creare sinergie e promuovere scambi culturali.

Eccoci dunque al punto: operare in Macedonia, oggi, può essere molto stimolante e costruttivo per gli imprenditori e i professionisti italiani. Basti pensare ai regimi fiscali e doganali, che sono molto vantaggiosi. E che il Paese non è ancora pervaso dalle manifestazioni del malessere, tipiche ormai di tutti i paesi sviluppati. E si pensi, infine, che si può accedere a vari fondi di sostegno: l’Italia, infatti, finanzia progetti medio-piccoli da realizzare nel Paese e la Banca Europea Finanziamenti, invece, sostiene economicamente i progetti di più vasta portata.

Per essere più concreti: in una Regione, attualmente, ci sono circa 8000 mq di capannoni dismessi che si possono ottenere gratuitamente per installazioni produttive. Il terreno demaniale, quasi ovunque, viene attualmente ceduto a 1 marco tedesco per 1mq, con appezzamenti minimo di 1000 mq.

La Camera di Commercio Macedone in Italia, con sede a Monza e da me presieduta, ha stipulato un accordo con l’AEREC che consentirà a chiunque vorrà intraprendere affari nel Paese di avere una serie di facilitazioni nei contatti, assistenza per eventuali accordi con operatori locali e tutte le informazioni necessarie per la logistica, potendo contare anche sulla collaborazione fattiva del Ministero degli Esteri.

Alla fine di marzo 2002, una delegazione dell’AEREC si recherà nel Paese, ove sarà ricevuta dal premier macedone e potrà confrontarsi con le realtà locali e le possibilità offerte dal Paese. Si precisa che ci sarà solo un anno di tempo per utilizzare le risorse attualmente a disposizione, dopodiché arriveranno organizzazioni e forze più importanti e le preziose occasioni odierne non saranno più di facile portata. Facciamo in modo che l’Italia, e l’AEREC, in testa, si ponga in una posizione primaria nell’aiutare un Paese giovane che sta già dimostrando, pur in una difficile situazione, lodevole dinamismo e le cui prospettive per il futuro sono decisamente favorevoli.