Academic Convocations

Roma - Villa Miani - 25 marzo 2000


Per rafforzare ulteriormente il sodalizio degli Accademici, e per accoglierne dei nuovi, il Consiglio Direttivo dell'AEREC ha promosso un nuovo incontro a Roma, il 25 marzo 2000, che ha visto l'adesione di alcuni personaggi di grande rilievo del mondo diplomatico, politico, economico ed ecclesiastico.
La cornice scelta è stata quella esclusiva di Villa Miani, che spicca su un suggestivo panorama della Capitale. 

Qui si sono dati convegno alcuni Accademici AEREC, giunti da ogni parte d'Italia, insieme a coloro che sono stati chiamati ad entrare nel novero di coloro che si impegneranno a difendere e tutelare gli ideali che sorreggono l'Accademia. 

A riceverli c'era buona parte del Comitato Direttivo dell'AEREC e in primo luogo il Presidente, il Dott. Ernesto Carpintieri e la Vice Presidente Carmen Seidel, nonché un illustre Comitato d'Onore formato dal Prof. Giulio Tarro, esimio studioso e Presidente della Fondazione De Beaumont-Benelli per la Ricerca sul Cancro; Mons. Vittorino Canciani, Canonico Vaticano; il Barone Eugenio Barresi di Barrese, Vice Direttore della Gioventù dell'ONU, il Dott. Davide Cavazza, Responsabile delle Campagne per Amnesty International; S.E. Kalarickal Pranchu Fabian, Ambasciatore dell'India presso lo Stato Italiano; la sig.ra Ilboudo Christiane Sedgho Addetta Culturale dell'Ambasciata del Burkina Faso e il sig. Marius Assemian, Consigliere dell'Ambasciata della Costa d'Avorio. Ad aprire la Cerimonia, la consegna del diploma di Accademico al Prof. Francesco Parrillo, personalità illustre del mondo accademico ed economico italiano, il quale è stato così accolto anch'egli in seno al Comitato d'Onore. 

Nel suo discorso di apertura, il Presidente Carpintieri ha evidenziato la sua soddisfazione nel riscontrare la presenza di tante persone tutte accomunate dallo stesso sentimento di solidarietà e di volontà di lavorare fianco a fianco per gli obiettivi che l'Accademia si propone. Il Presidente ha quindi ricordato che coloro che entrano a far parte dell'Accademia sono persone che sono riuscite ad ottenere quanto basta loro e alle loro famiglie e spesso anche di più ed è quindi giusto e naturale che canalizzino le loro energie nei confronti dell'umanità che soffre. Ha quindi sottolineato la modalità con cui opera l'Accademia, indirizzando direttamente gli aiuti verso chi ha bisogno; in quest'ambito si inserisce il progetto del "Villaggio dell'Accademia", verso la quale l'AEREC sta concentrando tutti i suoi sforzi di questi ultimi mesi. "Vogliamo regalare tantissimi sorrisi", ha concluso il suo primo intervento il Presidente Carpintieri.

 Si è dunque passati alla nomina dei nuovi Accademici. Alcuni di loro hanno voluto dare un breve cenno di saluto, come il Dott. Claudio Bucci che ha elegantemente 'glissato' sul suo attuale impegno nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale per il Lazio, sottolineando soltanto che l'attività politica è prima di ogni altra cosa un'attività sociale e che deve quindi rivolgere la massima attenzione ai problemi di coloro che sono socialmente svantaggiati.

Un caloroso applauso ha salutato la nomina di Franco Nobili che, assente per motivi di lavoro, ha inviato un sentito messaggio al Presidente Carpintieri - che ne ha fatto partecipe la platea - delegando il Prof. Tarro perché ritirasse il suo diploma. Con il Prof. Nobili, così come con il Prof. Parrillo, l'AEREC si arricchisce di due tra le figure più importanti del panorama economico e accademico del nostro paese e ciò incoraggia ulteriormente gli Accademici a proseguire sulla strada intrapresa, nella consapevolezza di avere il sostegno partecipe di personalità di levatura morale provata a livello internazionale.

Consegnati i diplomi ai nuovi Accademici, il Presidente ha voluto segnalare anche i nomi di due personaggi che si sono particolarmente distinti per la loro generosità nei confronti dell'Accademia e per il loro impegno fattivo: Vicenza Basciu e Antonio Ferrara sono stati nominati "Accademici Benemeriti". I saluti del Prof. Tarro e di Mons. Canciani hanno concluso la prima parte della serata. Il Prof. Tarro ha sottolineato come pur operando nel campo della ricerca egli ha sempre fatto propri i principi del suo Maestro, il rimpianto Prof. Albert Sabin: non basta approfondire i misteri dell'universo ma è necessario prima pensare a lenire la miseria della gente sulla terra. "La povertà è la malattia più diffusa del mondo e noi possiamo fare moltissimo per combatterla". Mons. Canciani ha stimolato una riflessione sul senso profondo del Giubileo, e sulla necessità di coltivare al meglio la parte spirituale che è in ognuno di noi.

La Cena di Gala ha visto la presenza di alcune illustre personalità, venute a festeggiare la nomina dei nuovi Accademici. Tra loro, la Dott.ssa Deborah Park, Primo Segretario dell'Ambasciata degli Stati Uniti d'America, La Prof.ssa Maria Immacolata Macioti e il Prof. Renato Cavallaro, docenti della Facoltà di Sociologia dell'Università La Sapienza di Roma, la Dott.ssa Franca Rossi, la Dott.ssa Roma Meciejewicz, il Comm. Nadia Romero, la Baronessa Patrizia Giacomini, il Dott. Antonio La Cecilia e la Dott.ssa Antonella Mettini.

A conclusione della Cena di Gala, allietata anche dagli interventi canori di due valide artiste, Anna Vinci e Stefania De Francesco, anch'esse entusiaste sostenitrici delle cause promosse dall'AEREC, si è tenuta la consegna dell'"Oscar Internazionale dell'Operosità", premio conferito dall'Ente Nazionale per la Valorizzazione del Commercio, Industria ed Artigianato ad alcuni Accademici che si sono particolarmente distinti ciascuno nella propria sfera professionale.

Ad aprire gli interventi, l'Accademico Vicenza Basciu, che il Presidente ha presentato sottolineando il fattivo impegno da lei affrontato negli ultimi mesi e del quale ci siamo occupati sia sul numero scorso de "Il giornale dell'Accademia" che in questo numero. "L'operato da me svolto rappresenta solo una goccia nel mare", ha modestamente affermato Cenzina (come viene affettuosamente chiamata dagli amici), visibilmente emozionata. Tra gli interventi degli altri Accademici ricordiamo quello di Vito Vecchio ("Farò di tutto perché l'Accademia non si penta di annoverarmi nelle sue fila") e di Antonio Capone che ha citato Faber - "Un sorriso non costa fatica ma crea ricchezza in chi lo riceve" - per dire che "l'Accademia può essere lo strumento adatto perché questo sorriso diventi una ricchezza per tutti".

L'intervento di Davide Cavazza, Responsabile Campagne per Amnesty International, è stato introdotto dal Presidente Carpintieri che ha segnalato ancora una volta l'impegno di Vicenza Basciu, che con il patrocinio dell'AEREC ha raccolto 800 firme per la campagna contro l'uso dei bambini soldato. Cavazza ha annunciato che le firme, 300.000 in tutto, sono state appena consegnate al Presidente della Repubblica, il quale ha abbracciato la causa. 

L'Ambasciatore dell'India ha salutato i presenti e si è complimentato per il lavoro fin qui svolto dall'Accademia. A lui, il Presidente Carpintieri ha consegnato un messaggio dell'Accademico Domenico Della Ventura, che proprio in India svolge da vent'anni una meritoria opera di volontariato. 

 Uno dei momenti più toccanti della serata, che si stava avviando alla conclusione, è stato l'intervento di Suor Vittoralma Comaschi, legale rappresentante dell'Istituto di S. Maria Consolatrice, con la quale l'AEREC sta mettendo a punto il progetto del "Villaggio dell'Accademia". La serata del 25 marzo, in effetti, è stata organizzata soprattutto con l'intento di raccogliere fondi per un'iniziativa molto ambiziosa, sulla quale i dirigenti dell'Accademia stanno convogliando notevoli sforzi organizzativi ed economici. 

Affiancata dai rappresentanti diplomatici del Burkina Faso e della Costa d'Avorio, dove l'Istituto di S. Maria Consolatrice è attivo da molti anni, Suor Vittoralma ha accennato al lavoro svolto in quei luoghi: "La congregazione ha cominciato la propria opera con molta modestia. Il primo impegno è stato quello formativo e di promozione umana e sociale: tutto ciò che promuove la persona, sotto l'aspetto igienico-sanitario, culturale e formativo rientra nei nostri progetti, anzi come li chiamiamo noi 'microprogetti'. I problemi di questi paesi sono tanti e di enorme gravità: recentemente, in un villaggio del Burkina Faso ci è stato chiesto di costruire un deposito di acqua, per scopi agricoli. Lo sviluppo dell'agricoltura, ci avevano spiegato, è fondamentale per trattenere i giovani ed impedire la loro emigrazione verso la Costa d'Avorio. Noi abbiamo costruito il deposito ma non basta: il vero problema, in questi casi, non è la costruzione ma la manutenzione e dunque l'impegno deve essere costante. Un'altra attività da noi recentemente intrapresa è quella a favore degli handicappati. Noi non credevamo che ci fossero così tanti handicappati in un villaggio finché non ne abbiamo curato uno: a quel punto si sono fatti avanti le famiglie di tanti altri. Il nostro intervento consiste, in questo caso, nell'organizzare il loro trasporto a centinaia di chilometri di distanza, dove esiste un centro dove vengono visitati e viene programmata l'operazione. Ma, ad operazione avvenuta, insorgono altri problemi: a casa, infatti, non ci sono le condizioni ambientali adatte per una buona convalescenza e la riuscita degli interventi rischia di essere pregiudicata. Uno dei nostri progetti è dunque quello di creare un centro per gli handicappati, dove questi possano soggiornare i mesi necessari a consolidare gli interventi. Inoltre vorremmo insegnare loro un mestiere, come ad esempio la sartoria, perché costituisca per loro una possibilità di vivere".

Suor Vittoralma si è dichiarata felice per la collaborazione intrapresa con l'AEREC e si è augurata che il "Villaggio dell'Accademia" diventi presto una realtà, in grado di ridare speranza ad un popolo che soffre da secoli e che sia di aiuto specialmente ai bambini "che in Africa sorridono sempre" ha ricordato la religiosa "perché sono capaci come pochi di soffrire con decoro e dignità".

Dopo i saluti di rito, la Serata si è conclusa con l'annuncio che l'indomani una delegazione dell'AEREC si sarebbe recata a deporre una corona d'alloro sull'Altare della Patria, sul monumento al Milite Ignoto. A seguire, una Messa, celebrata dall'Accademico Don Roberto Rekuc nella piccola e bellissima chiesetta di S. Lorenzo de' Speziali, nel cuore della Roma imperiale, cui hanno partecipato alcuni membri del Comitato Direttivo dell'Accademia.


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